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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Chirurgia 2007 August;20(4):199-202

lingua: Inglese

Elevato successo del trattamento non chirurgico del trauma contusivo addominale complesso: descrizione di un caso clinico

Tagliabue F. 1, Confalonieri G. 1, Romelli A. 1, Limonta M. E. 1, Spagnolo S. 1, Faccioli P. 2, Costa M. 1

1 Department of Surgery A. Manzoni Hospital, Lecco, Italy
2 Department of Radiology A. Manzoni Hospital, Lecco, Italy


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Negli ultimi venti anni la gestione non chirurgica del trauma contusivo addominale si è dimostrata essere sicura ed altamente efficace in soggetti selezionati, sia adulti che bambini. I criteri per il trattamento non chirurgico comprendono la stabilità emodinamica, l’assenza di lesioni intra-addominali associate che richiedano una laparotomia con tomografia computerizzata a doppio contrasto, il monitoraggio in Terapia Intensiva e la possibilità di intervenire chirurgicamente in emergenza nel caso di modificazioni improvvise dello status clinico. Gli autori presentano il caso di un trauma contusivo addominale complesso in un soggetto di sesso femminile vittima di un incidente automobilistico ad alta velocità, con un coma di grado 7 secondo la Glasgow Coma Scale, pressione arteriosa di 90/60 mmHg, tachicardia (100 battiti/minuto) e livelli di emoglobina pari a 6,5 g/dl. Dopo le manovre di rianimazione, una tomografia computerizzata total body ha evidenziato la presenza di un grande ematoma della zona I e II del collo con dislocazione a sinistra della trachea, e un ematoma del mediastino superiore dovuto a trauma contusivo della ghiandola tiroide; a livello addominale ha evidenziato la presenza di una grande quantità di liquidi liberi intraddominali, suggestivi di un emoperitoneo provocato da un danno epatico di IV grado coinvolgente il lobo destro e da un danno di III grado della milza; erano inoltre presenti gravi fratture pelviche con frattura di entrambi i femori. Tenendo conto della giovane età della paziente, emodinamicamente stabile, che ha risposto prontamente alle manovre di rianimazione e delle concomitanti condizioni pericolose per la vita quali il trauma cranico, quello toracico e le gravi fratture pelviche, gli autori hanno deciso di attuare una gestione non chirurgica delle lesioni addominali e di trasferire la paziente in un’unità di terapia intensiva per un monitoraggio stretto.

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