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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Chirurgia 2006 October;19(5):393-6

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Cisti non parassitarie della milza

Messina M., Molinaro F., Roggi A., Ferrucci E., Amato G., Meucci D., Garzi A.

Department of Pediatrics Obstetrics and Reproductive Medicine Section of Pediatric Surgery University of Siena, Italy


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La patologia cistica della milza, di rara osservazione nell’infanzia, fu classificata in: cisti vere (primarie) e false (pseudocisti). Le caratteristiche dell’epitelio di rivestimento differenziano tali lesioni in cisti mesoteliali, epidermoidi e dermoidi. In genere le cisti spleniche vere vengono diagnosticate nel bambino occasionalmente all’esame clinico di controllo, nel corso di indagini radiologiche o laparotomie eseguite per altri motivi. Talvolta l’esordio clinico è eclatante ed improvviso per il sopraggiungere di complicanze come la rottura, l’infezione e l’emorragia. L’esame diagnostico gold standard è rappresentato dall’ecografia, che consente una monitorizzazione nel tempo delle dimensioni della neoformazione. La TAC e la RNM possono confermare la diagnosi della lesione cistica splenica, precisandone la sede, le dimensioni, i caratteri della parete e del contenuto ed, in particolare, i rapporti con gli organi adiacenti. Di fronte alla diagnosi di una lesione cistica della milza in un bambino si pone il dubbio se assumere un atteggiamento conservativo o chirurgico. Presso la Sezione di Chirurgia Pediatrica del Dipartimento di Pediatria, Ostetricia e Medicina della Riproduzione di Siena, sono stati trattati, negli ultimi dieci anni, quattro casi di cisti epiteliale della milza, occorsi in pazienti adolescenti. Dalla revisione di tale casistica è emersa la necessità di affrontare la problematica della strategia terapeutica di tale affezione soprattutto per la controversia fra atteggiamento attendista e quello interventista chirurgico, nonché per il continuo sviluppo di tecnologie mininvasive, come ad esempio la videolaparoscopia, che consentono di ridurre il trauma postoperatorio.

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