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CHIRURGIA

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Chirurgia 2006 Ottobre;19(5):333-6

lingua: Inglese

Uno studio che compara l’incannulamento dell’arteria ascellare nella dissezione aortica acuta tipo A di Stanford con l’incannulamento dell’arteria femorale

Fujii H., Hirakawa A., Kitazawa Y., Yamamoto T., Nakatani T.

Department of Emergency and Critical Care Medicine Kansai Medical University, Osaka, Japan


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Obiettivi. L’ipoperfusione intraoperatoria causata dalla perfusione arteriosa per un by pass cardiopolmonare è una complicanza letale durante la chirurgia della dissecazione aortica, indipendentemente che sia acuta o cronica. L’obiettivo di questo studio era di valutare l’arteria ascellare come sede di perfusione arteriosa cardiopolmonare nella chirurgia della dissezione aortica acuta tipo A di Stanford e di confrontarla con la perfusione dell’arteria femorale.
Metodi. Da giugno 1992 a marzo 2005, sono stati effettuati interventi di chirurgia d’emergenza in 51 pazienti con dissecazione aortica acuta tipo A di Stanford alla Kansai Medical University. Questo studio ha escluso 17 pazienti che si sono complicati con una ipoperfusione d’organo preoperatoria indotta da dissezione aortica acuta, rianimazione cardiopolmonare preoperatoria, concomitante intervento cardiochirurgico o broncopneumopatia cronica ostruttiva. Questo studio ha arruolato 34 pazienti sottoposti a chirurgia utilizzando la perfusione arteriosa nell’arteria ascellare (gruppo A: n=21) e nell’arteria femorale (gruppo B: n=13). In entrambi i gruppi, il by pass cardiopolmonare era instaurato mediante perfusione arteriosa con incannulamento diretto e drenaggio dell’atrio destro.
Risultati. Tra il gruppo A e B, non vi erano differenze significative in termini di età media, durata del by pass cardiopolmonare, tempo di arresto del circolo o tempo operatorio. La maggior parte dei pazienti del gruppo A è stata sottoposta a sostituzione totale o parziale dell’arco aortico. Questo ha determinato un tempo significativamente prolungato di clampaggio aortico nel gruppo A. Non vi erano differenze significative nella durata della ventilazione meccanica postoperatoria, durata della degenza in unità di terapia intensiva, degenza ospedaliera postoperatoria, mortalità intra-ospedaliera o complicanze postoperatorie. Nessun paziente in entrambi i gruppi ha sviluppato una ipoperfusione. Non si sono verificate complicanze associate alla perfusione dell’arteria ascellare. Un paziente del gruppo B ha sviluppato la sindrome mionefropatica metabolica causata dall’incannulamento dell’arteria femorale.
Conclusioni. La perfusione arteriosa attraverso l’arteria ascellare è una tecnica che può ridurre il rischio di complicanze quali l’ipoperfusione intraoperatoria e la sindrome mionefropatica metabolica indotta dall’ischemia delle estremità.

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