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CHIRURGIA

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Chirurgia 2006 Agosto;19(4):253-6

lingua: Inglese

Innesti cutanei ingegnerizzati nelle ulcere ischemiche degli arti inferiori dopo rivascolarizzazione chirurgica

Russo G. 1, Crippa M. 2, Lorenzi G. 2, Motolese A. 1

1 Operative Unit of Dermatology Alessandro Manzoni Hospital, Lecco, Italy
2 Operative Unit of Vascular Surgery Alessandro Manzoni Hospital, Lecco, Italy


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Obiettivo. Verificare il ruolo degli innesti cutanei dopo rivascolarizzazione chirurgica nel trattamento delle ulcere ischemiche degli arti inferiori.
Metodi. Da febbraio 2002 a gennaio 2004 abbiamo trattato 7 pazienti (2 maschi e 5 femmine con età media di 74,8 anni) affetti da arteriopatia occlusiva periferica con lesioni trofiche localizzate agli arti inferiori. Sei di questi pazienti erano diabetici. Due pazienti sono stati trattati con by-pass femoro-popliteo, due con by-pass femoro-tibiale, due con by-pass popliteo-pedidio ( in tutti i casi si è utilizzata la vena safena autologa), un solo paziente è stato trattato con terapia medica mediante prostanoidi. Tutti i pazienti presentavano da oltre sei mesi delle ampie ulcere ischemiche localizzate alla gamba o al piede. Quattro erano le lesioni con sovrainfezione batterica.
Il nostro studio prevede la rivascolarizzazione, quindi la correzione del difetto arterioso, il debridment della lesione trofica tale da ottenere un sito ricevente idoneo all’innesto di cute, costituita da fibroblasti autologhi e successivamente da cheratinociti.
Risultati. In sei pazienti (85,7%) le ulcere sono completamente guarite, il tempo richiesto è stato da 7 giorni fino a 34 giorni (in media 15 giorni). L’unico caso non guarito è stato un paziente diabetico, rivascolarizzato con by-pass-femoro-popliteo, che ha sviluppato una infezione dell’ulcera e dell’innesto.
Conclusioni. Gli innesti di cute, in particolare con fibroblasti autologhi, dopo rivascolarizzazione chirurgica, rappresentano una metodica molto valida nel trattamento di ampie lesioni trofiche degli arti inferiori, in pazienti affetti da arteriopatia periferica di grado severo.

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