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Rivista di Chirurgia

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Periodicità: Bimestrale

ISSN 0394-9508

Online ISSN 1827-1782

 

Chirurgia 2006 Giugno;19(3):211-3

 CASI CLINICI

Trattamento chirurgico dell’aneurisma dell’aorta toracica con occlusione totale dell’arteria carotide

Sezai A. 1, Shiono M. 1, Inoue T. 1, Hata M. 1, Negishi N. 1, Sezai Y. 1, Katayama Y. 2, Kanoh T. 2, Fukaya C. 2

1 Department of Cardiovascular Surgery, Nihon University School of Medicine, Tokyo, Japan
2 Department of Neurosurgery, Nihon University School of Medicine, Tokyo, Japan

Recentemente è aumentato il numero di interventi chirurgici a carico del cuore/aorta toracica con complicanze cerebrovascolari e disfunzioni polmonari/renali. Presentiamo il caso di un paziente di sesso maschile di 69 anni, con asma, ipertensione e diabete mellito da 15 anni, al quale sono stati diagnosticati un aneurisma dell’aorta toracica e angina pectoris. La valutazione preoperatoria ha evidenziato un’occlusione totale dell’arteria carotide di destra. L’angiografia, l’ecografia e la risonanza magnetica angiografica (magnetic resonance angiography, MRA) hanno confermato l’occlusione totale dell’arteria carotide di destra. La tomografia computerizzata ad emissione di singolo fotone ha evidenziato a livello cerebrale una riduzione del flusso nell’area irrorata dall’arteria cerebrale media di destra. La risonanza magnetica e la tomografia computerizzata hanno evidenziato la presenza di infarti cerebrali multipli. La valutazione preoperatoria ha escluso la possibilità di eseguire un’endoarterectomia carotidea per risolvere l’occlusione totale a carico dell’arteria carotide di destra. Di conseguenza, per mantenere il flusso ematico cerebrale prima dell’intervento cardiochirurgico è stata eseguita un’anastomosi tra l’arteria temporale superficiale e l’arteria cerebrale media (anastomosi STA-MCA). A distanza di 8 giorni da questo intervento sono stati eseguiti l’impianto di uno stent aperto e un bypass coronarico con paziente in arresto circolatorio in ipotermia, con perfusione cerebrale selettiva anterograda. Il paziente è stato, quindi, dimesso senza complicanze a livello cerebrale. Il numero di pazienti simili al caso appena descritto è destinato ad aumentare. In futuro sarà sempre maggiore il numero di pazienti che dovranno essere attentamente studiati per questi problemi. Inoltre, i cardiochirurghi da soli non possono valutare sufficientemente lo stato della circolazione a livello cerebrale né, per alcuni aspetti, monitorarne l’andamento. Essi devono quindi interagire con i neurochirurghi.

lingua: Inglese


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