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CHIRURGIA

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Chirurgia 2006 Giugno;19(3):201-6

lingua: Italiano

Le schisi facciali rare: revisione di una casistica di 490 pazienti

Lupo F. 1, Ortiz Monasterio F. 2

1 Servizio di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva Policlinico “G. Martino” Università degli Studi di Messina, Messina
2 Servizio di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva Hospital General “Manuel Gea Gonzalez” Città del Messico, Messico


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Obiettivo. Le schisi facciali rare si presentano come deficit di tessuti cutanei e ossei in diverse aree del volto per anomala fusione dei processi facciali embrionari. Hanno una frequenza 100 volte più bassa rispetto alle labiopalatoschisi, anche se non è facile stabilire con esattezza la loro incidenza vista la loro rarità e le molteplici nomenclature proposte.
Metodi. Kawamoto nel 1976, con uno studio di revisione di tutti i dati riportati in letteratura fino a quel momento, ha concluso che l’incidenza di tali malformazioni va da 1.43 a 4.84 su 100 000 nascite.
Risultati. È stato effettuato uno studio retrospettivo di quarant’anni (1965-2005) su diagnosi e trattamento delle schisi facciali rare esaminate dal Dr F. Ortiz Monasterio presso l’ Hospital General Manuel Gea Gonzalez (Mexico City).
Conclusioni. Tale studio, realizzato su una popolazione di 490 pazienti per un totale di 990 schisi, vuole dare rilievo all’incidenza della singole schisi, siano esse uniche o variamente associate, evidenziare quali sono i tessuti maggiormente interessati, tra quelli cutanei e quelli ossei, valutare l’associazione a craniosinostosi, ipertelorismo, anoftalmia, microftalmia e arinia. Per quanto concerne il trattamento chirurgico vengono riportati brevi cenni sul protocollo chirurgico impiegato presso il Servizio di Chirurgia Plastica del suddetto ospedale ed, inoltre, il concetto proposto dal Dr Ortiz Monasterio di riparazione delle schisi facciali rispettando l’integrità delle unità e subunità estetiche. Tutti i pazienti visti sono stati sottoposti ad un completo esame clinico, indagini radiologiche e documentazione fotografica.

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