Home > Riviste > Chirurgia > Fascicoli precedenti > Chirurgia 2006 Giugno;19(3) > Chirurgia 2006 Giugno;19(3):189-91

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Chirurgia 2006 Giugno;19(3):189-91

lingua: Inglese

Tomografia ad emissione di positroni con (FDG-PET) 18fluoro-2-deossi-D-glucosio versus biopsia del linfonodo sentinella (SLNB) nella stadiazione del melanoma cutaneo in stadio I e II AJCC

Cordova A. 1, Napoli P. 1, Costa R. 2, Giambona C. 1, Tripoli N. 1, Moschella F. 1

1 Cattedra di Chirurgia Plastica Dipartimento di Discipline Chirurgiche e Oncologiche Università di Palermo, Italia
2 U.O. di Medicina Nucleare Azienda Universitaria Ospedaliera Policlinico Palermo, Italia


PDF  


Obiettivo. Nel presente studio, le immagini ottenute con la tomografia ad emissione di positroni con 18fluoro-2-deossi-D-glucosio (FDG-PET) sono stati confrontati con i reperti istologici ottenuti dalla biospsia del linfonodo sentinella (SNLB). L’obiettivo era di determinare il valore della FDG-PET quale strumento predittivo del coinvolgimento dei linfonodi regionali nei pazienti con melanoma primitivo in stadio I e II.
Metodi. Sono stati sottoposti a FDG-PET, a linfoscintigrafia pre-operatoria e a biopsia del linfonodo sentinella 25 pazienti consecutivi con melanoma cutaneo primitivo in stadio I e II. La biopsia del linfonodo sentinella è stata eseguita sistematicamente entro la settimana seguente la PET.
Risultati. I risultati della FDG-PET e della SNLB sono stati interpretati in modo indipendente gli uni dagli altri e quindi confrontati.
Conclusioni. La SNLB resta la tecnica di scelta per valutare lo status istologico linfonodale ed è il solo metodo affidabile per identificare la malattia micrometastatica nel linfonodi drenanti regionali; la FDG-PET non sembra avere una sensibilità sufficiente per identificare le micrometastasi linfonodali e non ci si può attendere che fornisca informazioni aggiuntive nei pazienti con malattia in stadio I e II. Sulla base dei nostri risultati e dei dati presenti nella letteratura scientifica, gli Autori non raccomandano l’utilizzo della 18-FDG-PET quale strategia di prima scelta in caso di malattia in stadio I e II AJCC.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail