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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Chirurgia 2006 April;19(2):115-21

lingua: Italiano

Problematiche anestesiologiche relative al trattamento pre, intra e postoperatorio nella chirurgia del feocromocitoma

Gazzanelli S. 1, Vari A. 1, Marella R. 1, Caccamo F. 1, Scozzafava S. 2, Caronna R. 2, Catinelli S. 2, Mangioni S. 2, Testa G. F. 1, Tarquini S. 1, Chirletti P. 2

1 Dipartimento di Scienze Anestesiologiche Medicina Critica e Terapia del Dolore, Università di Roma “La Sapienza”, Roma
2 Cattedra di Chirurgia d’Urgenza II I Clinica Chirurgica Dipartimento di Chirurgia “Pietro Valdoni” Università di Roma “La Sapienza”, Roma


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Obiettivo. Gli Autori presentano la propria esperienza in tema di surrenalectomia per feocromocitoma con particolare accento alle problematiche pre-, intra- e postoperatorie poste dalla patologia.
Metodi. In particolare viene esposta l’analisi comparativa, fatta dagli Autori dei 3 schemi terapeutici preoperatori utilizzati nello studio: Doxazosina mesilato 4 mg×2/die, doxazosina mesilato 4 mg×2 +Nifedipina 30 mg/die, Doxazosina mesilato 4 mg×2/die + Nifedipina 30 mg/die + Atenololo 100 mg uniti a un’adeguata espansione volemica per la riduzione dell’effetto vasocostrittore delle catecolamine circolanti in eccesso e della β-stimolazione riflessa dovuta all’uso di α-bloccanti. Tutti i pazienti (n=19) sono stati ospedalizzati per sintomatologia caratteristica (ipertensione parossistica, cefalea, brividi, tremori, parestesie alle estremità, tachicardia, poliuria) ed erano stati sottoposti nel preoperatorio a routine ematochimica, valutazione cardiologica, dosaggio catecolaminico e acido vanil-mandelico, TC total body e scintigrafia surrenalica MIBG, che avevano evidenziato neoplasia surrenalica. Tutti gli interventi di surrenalectomia sono stati condotti in anestesia generale bilanciata con intubazione oro-tracheale (IOT) e ventilazione meccanica controllata (VMC).
Risultati. Tra le complicanze perioperatorie riportate dagli Autori viene segnalato un caso di morte intraoperatoria in una paziente di 25 anni.
Conclusioni. Gli Autori analizzano i propri dati alla luce di quelli riportati nella letteratura mondiale, concludendo che, nonostante l’unanime consenso sulla necessità della preparazione farmacologica preoperatoria, non esiste a tutt’oggi uno schema nettamente superiore agli altri per la stabilizzazione cardiovascolare dei pazienti e che non esiste una strategia anestesiologica che permetta di escludere le complicanze perioperatorie legate alla patologia.

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