Home > Riviste > Chirurgia > Fascicoli precedenti > Chirurgia 2005 December;18(6) > Chirurgia 2005 December;18(6):465-8

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

CASI CLINICI  


Chirurgia 2005 December;18(6):465-8

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

L’imprevedibilità dell’anatomia topografica: limitazione all’approccio videolaparoscopico nella chirurgia delle vie biliari

Caputo P., Santamaria A., Giorgetta C., Morzenti S., Gambini D., Bonandrini L.


PDF  


La tecnica chirurgica videolaparoscopica è considerata il gold standard per l'intervento chirurgico di colecistectomia per calcolosi biliare. La diagnostica preoperatoria routinaria prevede l'accurato studio della condizione morfologica dell'organo ma non dell' anatomia chirurgica della regione patologica. Solo in casi selezionati si eseguono esami strumentali di imaging specifici (colangiorisonanza magnetica, colangiografia retrograda) che permettono di evidenziare la presenza di eventuali alterazioni anatomiche. Pertanto, risulta frequente il riscontro intraoperatorio di anomalie dell'anatomia topografica che rendono difficoltosa l'individuazione degli elementi costituenti il triangolo di Calot. In questi casi, l'approccio videolaparoscopico risulta essere limitante: nella nostra esperienza in 4 casi su 10 si è optato per la chirurgia tradizionale. La chirurgia in open permette una visione tridimensionale degli elementi dell'ilo e una più agevole dissezione e isolamento degli stessi, grazie soprattutto all'ausilio del tatto. In conclusione, consideriamo di seconda scelta l'approccio videolaparoscopico nei casi in cui le alterazioni anatomiche portino a un sovvertimento dell'anatomia topografica e non permettano il riconoscimento e l'individuazione degli elementi costituenti il triangolo di Calot e dei punti di repere chirurgici.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail