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ARTICOLI ORIGINALI  


Chirurgia 2005 Ottobre;18(5):277-82

lingua: Inglese

Effect of cardiopulmonar bypass on coronary circulation

Tamayo E., Alvarez J., Soria S., Rodríguez R., Gómez J. I., Di Stefano S., Florez S


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Obiettivo. La riduzione del flusso coronarico è stata osservata durante la riperfusione del miocardio precedentemente ischemico, sia nei modelli animali che nei pazienti, dopo angioplastica coronarica o trombolisi farmacologica. Questo fenomeno è conosciuto come mancato riflusso. Lo scopo di questo studio è quello di verificare l'esistenza del mancato riflusso nei pazienti dopo ischemia miocardica da circolazione extracorporea.
Metodi. Abbiamo studiato 9 pazienti (3 femmine, 6 maschi) con frazione di eiezione >0,5 trattati con bypass aortocoronarico, nei quali si era avuta completa rivascolarizzazione miocardica. Tramite catetere intra-arterioso sono state misurate le pressioni sistolica, diastolica e quella media. La termodiluizione con cateteri Swan Ganz è stata utilizzata per misurare la pressione venosa centrale, la pressione a livello dell'arteria polmonare e la gittata cardiaca. Il flusso coronarico è stato determinato utilizzando la termodiluizione retrograda con il catetere di Baim. Sono state misurate la resistenza vascolare coronarica (CVR) e la pressione di perfusione coronarica (CPP). Il consumo miocardico di ossigeno (MVO2), la saturazione in ossigeno (SaO2) e l'estrazione di ossigeno miocardico (MO2E) a livello del seno coronarico sono state misurate sotto forma di variabili metaboliche. Inoltre, sono state eseguite analisi enzimatiche ed elettrocardiografiche. Tutte le variabili sono state registrate in diversi stadi: dopo induzione dell'anestesia (M1), prima del clampaggio aortico (M2), dopo sclampaggio aortico (M3), dopo rimozione del bypass cardiopolmonare (M4), prima della chiusura sternale (M5), durante la sutura della cute (M6), durante il trasferimento al reparto di Terapia Intensiva (M7), a distanza di 6 ore (M8) e infine il giorno successivo all'intervento (M9).
Risultati. In tutti gli stadi considerati (M1-M9), i valori delle costanti emodinamiche, metaboliche e dei gas sono rimaste stabili. Non sono state osservate variazioni elettrocardiografiche o enzimatiche che avrebbero potuto indicare ischemia o infarto del miocardio. Quando la CPP non ha avuto variazioni, anche il flusso coronarico e la CVR non hanno avuto variazioni significative. La SaO2 e la MO2E non hanno avuto variazioni significative. Di conseguenza, non è comparso il fenomeno del mancato riflusso e dell'alterazione dell'autoregolazione coronarica.
Conclusioni. Con il nostro modello di studio, e considerando i pazienti arruolati, non abbiamo evidenziato alcuna evidenza del fatto che la circolazione extracorporea produca il fenomeno del mancato riflusso.

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