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CHIRURGIA

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Chirurgia 2005 August;18(4):157-62

lingua: Italiano

Il carcinoma di riscontro incidentale della tiroide. Nostra esperienza

Valduga P., Zani B., Famà R., Dvornik G., Ciola M., Rossi M., Eccher C.


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Obiettivo. Il carcinoma incidentale della tiroide (CIT) è una neoplasia di riscontro occasionale in pazienti sottoposti a tiroidectomia per patologia benigna. Spesso si tratta di neoplasie di dimensioni inferiori a 1 cm definite microcarcinomi (MCT) dalla World Health Organization (WHO). Esiste in letteratura una discussione riguardante in particolare il trattamento chirurgico più opportuno.
Metodi. Dal 1997 al 2002, abbiamo riscontrato 17 CIT, con una frequenza del 2,9% in tutti gli interventi sulla tiroide e del 3,2% negli interventi eseguiti per patologia benigna. La diagnosi preoperatoria è stata di gozzo multinodulare in 11 pazienti, di nodi tiroidei in 5 pazienti e di morbo di Basedow in 1 paziente. In 11 pazienti si è proceduto a una tiroidectomia totale, in 6 a una lobo-istmectomia: in 3 di questi ultimi si è poi proceduto a un intervento di totalizzazione per riscontro di un CIT >1 cm (1 caso) o di un MCT multifocale (2 casi), trovando in un caso una neoplasia nel residuo di tiroide asportato.
Risultati. Complessivamente sono stati riscontrati: 4 carcinomi papillari >1 cm (2 monofocali e 2 multifocali), 1 carcinoma a cellule di Hurtle di 1,5 cm e 12 MCT (di cui 10 monofocali e 2 multifocali). Si è presentato un solo caso di recidiva di un MCT di 1 cm a distanza di 2 anni e 9 mesi dall¹intervento.
Conclusioni. Mentre nei CIT < 1 cm pratichiamo di principio la tiroidectomia totale, reputiamo invece che il riconoscimento di piccoli carcinomi monofocali a seguito di un intervento conservativo (lobectomia o lobo-istmectomia) non giustifichi un intervento di totalizzazione, che andrà invece riservato alle forme multifocali. Peraltro, all¹atto pratico solo pochi pazienti potranno in ultima analisi beneficiare dell¹intervento conservativo, che tuttavia, nei casi selezionati, reputiamo sufficiente. Consideriamo invece non prudente derogare rispetto a uno stretto follow-up postoperatorio laddove sia stato praticato un intervento conservativo, in considerazione del rischio potenziale, seppur remoto, di recidiva locale, linfonodale e, eccezionalmente, a distanza.

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