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CHIRURGIA

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Chirurgia 2004 October;17(5):157-60

lingua: Italiano

Ruolo della linfadenectomia nella cura chirurgica del cancro gastrico

Ponsetto M., Panier Suffat L., Ceresa F., Bergantino A., R. Scala R., Colombo R., Peradotto F., Personnettaz E., Obialero M.


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Obiettivo. L'incidenza dell'adenocarcinoma gastrico nei paesi occidentali è attualmente in diminuzione, soltanto nella popolazione geriatrica resta alta la prevalenza di forme avanzate.
Metodi. Dal gennaio 1992 al dicembre 2002, 97 pazienti affetti da neoplasia gastrica sono stati sottoposti a intervento resettivo. I pazienti sono stati stadiati secondo il TNM e suddivisi in 3 categorie: carcinoma gastrico iniziale, neoplasie precoci e neoplasie avanzate. La verifica dei risultati di sopravvivenza è stata effettuata con il test del x2. La linfoadenectomia D2 è stata effettuata tenendo conto delle caratteristiche dei singoli pazienti, spesso di età media avanzata e affetti da comorbilità importanti, optando spesso per una linfoadenectomia «allargata» al tripode celiaco e al peduncolo epatico.
Risultati. La splenectomia e l'estensione della neoplasia al corpo pancreatico sembrano associarsi a una prognosi peggiore. La sopravvivenza risulta fortemente condizionata dallo stadio della malattia al momento della diagnosi. La positività linfonodale e la sede cardiale sono fattori prognostici negativi.
Conclusioni. Fra le lesioni in stadio precoce la sopravvivenza è buona ed è indicata una linfoadenectomia D2; per le neoplasie avanzate la chirurgia ha un minor impatto sulla sopravvivenza.

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