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CHIRURGIA

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CASI CLINICI  


Chirurgia 2004 June;17(3):107-10

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Migrazione spontanea di un mezzo di osteosintesi dell'anca allo spazio retroperitoneale. Un caso clinico

Schlesinger S., Calipari G., Beccaria A., Albanese V., Cuci-notta F., Famà F., Gioffrè Floriot M. A.


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Il processo di migrazione dei corpi estranei è spesso oggetto di discussione in letteratura medica. Nel caso clinico che viene qui presentato, abbiamo osservato una migrazione spontanea di un filo di Kirschner dall'anca destra allo spazio retroperitoneale, senza causare alcun sintomo evidente, né lesioni a carico degli organi vitali. Viene presentato il caso clinico del paziente I.P., di sesso maschile, dell'età di 65 anni, affetto da ipertensione arteriosa e diabete mellito, sottoposto nel 1983 a un intervento di osteosointesi secondo il metodo Kirschner al collo del femore destro. Il decorso post-operatorio non ha presentato complicanze, tuttavia il paziente ha continuato a manifestare claudicatio. Diciassette anni dopo, il paziente si è presentato presso il Pronto Soccorso del nostro ospedale lamentando dolori addominali con prevalente localizzazione ai quadranti di destra; i segni di Murphy, di Blumberg, di Giordano e del tratto urinario erano negativi. La radiografia dell'addome non presentava evidenze di livelli idroaerei e di distensione gassosa delle anse intestinali, ma è stato riscontrato un corpo estraneo di natura metallica localizzato nello spazio retroperitoneale, in corrispondenza dell'ombra epatica. Il paziente è stato ricoverato presso un reparto di chirurgia per ulteriori accertamenti e per il trattamento. In questo caso abbiamo ipotizzato che il principale ‹ ma non l'unico ‹ fattore responsabile del processo di migrazione intramuscolare del corpo estraneo attraverso le superfici muscolari, con localizzazione terminale tra la parete addominale posteriore, il fegato e il rene destro, senza lesioni a carico degli organi vitali, fosse la residua claudicatio cronica. Questa migrazione atipica rappresenta un esempio specifico di sintomatologia clinica correlata alla presenza di un corpo estraneo. Gli autori sottolineano l'importanza di un follow-up clinico-strumentale nei pazienti sottoposti a intervento di osteosintesi.

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