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Chirurgia 2004 Febbraio;17(1):15-8

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Laparoscopic cholecystectomy after endoscopic retrograde cholangiopancreatography for cholecystocholedocholithiasis: the sooner the better

Busic Z., Servis D., Stipancic I., Busic V., Amic E.

Obiettivi. Sebbene sia stata sviluppata una affidabile metodica per via endoscopica per il trattamento della colecistocoledocolitiasi, la sua esecuzione presenta notevoli difficoltà dal punto di vista tecnico e, pertanto, essa rimane confinata a un piccolo numero di ospedali. Il golden standard per il trattamento della colecistocoledocolitiasi rimane tuttora la colecistectomia laparoscopica con sfinterectomia perioperatoria per via endoscopica ed estrazione dei calcoli dal dotto biliare comune. I tassi di successo di queste due metodiche sono paragonabili, ma il secondo presenta meno difficoltà dal punto di vista tecnico. Nel presente studio viene analizzato l'impatto della durata dell'intervallo tra la sfinterectomia per via endoscopica e la colecistectomia laparoscopica sulla durata dell'ospedalizzazione e sul consumo di analgesici e di antibiotici.
Metodi. Sono stati analizzati in modo prospettico tutti i pazienti ricoverati per colecistolitiasi presso il Dipartimento di chirurgia addominale II, University hospital Durava, Zagabria, Croazia, nel periodo compreso tra l'1.1.2000 e il 31.12.2002. Di questi, 37 pazienti presentavano un ittero ostruttivo causato dalla coledocolitiasi.
Risultati. In 5 casi non è stato possibile effettuare la colangiopancreatografia retrograda per via endoscopica. Su 32 sfinterectomie per via endoscopica effettuate con successo, l'estrazione dei calcoli dal dotto biliare comune non è riuscita in 12 casi (37%), soprattutto a causa delle dimensioni del concremento. In questi casi si è proceduto con l'intervento chirurgico a cielo scoperto (approccio in aperto). Per quanto riguarda i 20 casi in cui l'estrazione dei calcoli dal dotto biliare comune è riuscita, in 17 casi si è proceduto in seguito con la colecistectomia laparoscopica (approccio di tipo combinato). Il tasso di morbilità nel caso dell'approccio in aperto è stato pari al 35% e nel caso dell'approccio di tipo combinato è stato pari al 15%. In linea con quanto ci si attendeva, il gruppo di pazienti sottoposti all'approccio di tipo combinato ha riportato una durata inferiore della degenza ospedaliera (p<0,05). Abbiamo ulteriormente raggruppato i casi trattati secondo l'approccio di tipo combinato in base all'intervallo tra la colangiopancreatografia retrograda per via endoscopica e la sfinterectomia laparoscopica, distinguendo quelli operati entro le prime 24 ore dalla colangiopancreatografia retrograda per via endoscopica da quelli operati dopo. Abbiamo rilevato che il gruppo di pazienti operati entro le prime 24 ore riportavano una degenza ospedaliera più breve (p<0,0001), e necessitavano di meno antibiotici (p<0,001) e meno analgesici (p=0,001) rispetto al gruppo operato in seguito.
Conclusioni. È vantaggioso sia per i pazienti che per la struttura ospedaliera effettuare la colecistectomia laparoscopica entro le prime 24 ore dalla colangiopancreatografia retrograda per via endoscopica.

lingua: Inglese


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