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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Chirurgia 2003 August;16(4):147-50

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Non-functioning endocrine tumors of the pancreas. Case report and review of the literature

Pantalone D., Nesi G., Girardi L. R., Neri B., Pelo E., Minuti B., Torricelli F., Andreoli F.


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I tumori neuroendocrini del pancreas non funzionanti sono una patologia infrequente e, generalmente, sono diagnosticati quando il tumore è di grandi dimensioni e ha già dato metastasi. Riportiamo il caso di un paziente di 75 anni, che all'esordio lamentava disturbi digestivi generici, e dolore a fascia localizzato posteriormente, di tipo subcontinuo che perdurava da circa 2 mesi. Il paziente era stato già studiato per patologie addominali e osteo-articolari; l'unico dato emerso era la presenza di cisti renali bilaterali. L'esame dei marcatori tumorali dimostrava un aumento del Ca 19-9 (>47), la TAC eseguita in seguito, ha evidenziato un aumento volumetrico della testa pancreatica, più evidente a livello dell'uncino (3 cm circa). Il paziente è stato sottoposto a duodenopancreatectomia cefalica con conservazione del piloro. Il pezzo operatorio è stato inviato all'esame istologico, un campione di tessuto a fresco e di sangue sono stati inviati per l'esame delle anomalie genetiche. Il risultato dell'esame istopatologico è stato di tumore endocrino pancreatico a espressione minima, con elementi immunoreattivi per NSE, Cromogranina A e sinaptofisina. Positività focale per insulina e glucagone con indice di proliferazione del Ki-67 <3%. Linfonodi indenni. Il paziente è stato dimesso in 10° giornata e seguito con controlli clinici e umorali ogni 3 mesi. Una TAC con manganese non ha evidenziato ripresa di malattia a 1 anno dall'intervento. Non è stata effettuata terapia adiuvante. L'esordio clinico in questo caso è stato simile a quello del carcinoma pancreatico in fase iniziale con sintomi sfumati di tipo digestivo. Unico dato sospetto il dolore posteriore non riferibile ad altre patologie. L'approccio diagnostico e terapeutico è stato aggressivo e, in questo caso, ha condotto all'eradicazione della neoplasia in fase precoce. Ulteriori studi sulle alterazioni genetiche di queste neoplasie e sulla loro progressione, potranno fornire maggiori prospettive terapeutiche, considerando che, oltre a non essere frequenti, hanno esordio insidioso e arrivano al trattamento in fasi avanzate.

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