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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Chirurgia 2002 December;15(6):191-4

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Metastasi mammaria solitaria da carcinoma renale. Descrizione di un caso clinico

Calò P. G., Porcu G., Malloci A., Nicolosi A.


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Le neoplasie mammarie secondarie sono un'evenienza rara. Gli Autori presentano un caso di metastasi mammaria unica da adenocarcinoma renale.
Una paziente di 75 anni, operata il 14/9/88 di nefrectomia radicale destra per adenocarcinoma renale, giunse all'osservazione nel marzo 1995 con una tumefazione dei quadranti superiori della mammella destra, di forma ovalare, diametro massimo 4,5 cm, limiti netti, consistenza duro-fibrosa, mobile. La mammografia evidenziò un addensamento di elevata densità a limiti sfrangiati e irregolari. Una FNAB non fu diagnostica. Una biopsia escissionale mise in evidenza una localizzazione mammaria di adenocarcinoma a cellule chiare. La stadiazione non evidenziò altre localizzazioni. La paziente rimase libera da malattia sino all'ottobre del 1999 quando un'ecografia epatica evidenziò una formazione metastatica di 4 cm e una TC addome superiore la presenza di 3 metastasi interessanti le logge surrenaliche e il duodeno. La paziente andò incontro all'exitus il 10/12/2000. Riconoscere una neoplasia mammaria come metastatica è importante per evitare interventi chirurgici demolitivi non necessari e garantire tempestivamente un'adeguata terapia. I dati clinici e radiologici non consentono una facile diagnosi. Nel caso clinico presentato la decisione di procedere a biopsia escissionale, visto l'esame citologico non diagnostico, ha consentito di evitare alla paziente un intervento demolitivo inutile. La possibilità, seppur rara, che una tumefazione mammaria sia una neoplasia secondaria deve essere tenuta presente dal clinico, dal radiologo e dall'anatomo-patologo al fine di garantire un trattamento adeguato.

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