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CHIRURGIA

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CASI CLINICI  


Chirurgia 2002 June;15(3):99-106

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lingua: Italiano

Aneurisma dell’arteria splenica: infarto splenico associato a rottura dell’aneurisma. Caso clinico

Schietroma M., Carlei F., Chiominto A., Marsili L., Carloni A., Mattucci S., D’Emidio F.


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L'aneurisma dell'arteria splenica è una patologia abbastanza rara. La complicanza più frequente è la rottura dell'aneurisma, mentre la complicanza più rara è costituita dall'infarto splenico. Gli autori presentano un caso di aneurisma dell'arteria splenica giunto alla loro osservazione per il manifestarsi di ambedue le suddette complicanze, con associata rottura spontanea di milza nell'ambito dell'infarto splenico acuto. C. V., sesso maschile, anni 65, colecistectomizzato, affetto da fibrillo-flutter atriale, ricoveratosi per la comparsa di dolore in sede epigastrica irradiatesi all'ipocondrio sinistro, associato a febbre ed ad un episodio lipotimico. La suddetta sintomatologia era insorta 15 giorni prima, con la sola eccezione dell'assenza dell'episodio lipotimico, ed era regredita spontaneamente. La TC spirale evidenziava: «versamento periepatico e peripancreatico esteso sia a destra che lungo la doccia parietocolica sinistra. Pancreas nella norma. Presenza di area ipodensa a livello della facies diaframmatica della milza (ematoma intraparenchimale?) e versamento pleurico sinistro». Ad una accurata anamnesi si rivelava un trauma contusivo al fianco sinistro verificatosi 8 mesi prima, che comunque non richiese il ricovero ospedaliero. Amilasemia e lipasemia aumentate. Diagnosi: Pancreatite acuta biliare. 4 giorni dopo il ricovero shock conclamato (G.R. 1,76 mil/mm3; HB5 g/dl). La TC spirale d'urgenza evidenziava: «stravaso ematico perisplenico; a livello dell'ilo splenico presenza di formazione aneurismatica di circa 3 cm a partenza dall'arteria splenica con ematoma circostante». All'intervento eseguito d'urgenza si confermava l'emoperitoneo e l'ematoma nella retrocavità degli epiploon. Inoltre la milza presentava una lesione della facies diaframmatica come da rottura. Si procedeva a splenectomia associata ad aneurismectomia. L'esame istologico della milza microscopicamente evidenziava una lesione a livello della facies diaframmatica, dove in sezione si osservava un tessuto grigiastro a disposizione simil-infartuale. L'esame microscopico confermava l'infarto splenico acuto. Inoltre era presente anche una trombosi arteriosa a livello dell'ilo splenico. Il decorso postoperatorio fu regolare. In conclusione, possiamo ritenere che l'evoluzione degli eventi a cui è andato incontro il nostro paziente sia stata quasi sicuramente la seguente: A) la sintomatologia insorta 15 giorni prima di ricoverarsi (dolore con febbre) era legata all'infarto splenico; B) la sintomatologia insorta 3 giorni prima di ricoverarsi (dolore, febbre, episodio lipotimico) è da attribuirsi alla rottura dell'aneurisma splenico con formazione di un ematoma retroperitoneale. In seguito tale ematoma si è parzialmente aperto nella retrocavità degli epiploon e quindi nella cavità endoaddominale; C) la sintomatologia per cui siamo stati costretti ad intervenire d'urgenza (shock conclamato) fu sicuramente legata alla rottura di milza sul pregresso infarto splenico con susseguente notevole aggravamento dell'emoperitoneo già presente.

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