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CHIRURGIA

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Chirurgia 2000 Ottobre-Dicembre;13(5-6):263-6

lingua: Italiano

Carcinoma della colecisti come reperto occasionale (Indagine retrospettiva)

Ballari F., Arezzo A., Amorosa L., Coccia M. C., Cesaro S., De Gregori M.


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Obiettivo. L'elevata frequenza di carcinomi della colecisti occorsi alla nostra ossevazione come reperto occasionale dopo colecistectomia, è alla base di questa indagine retrospettiva, relativa ad un periodo di 18 mesi durante i quali sono state eseguite presso la nostra divisione 212 colecistectomie laparotomiche e laparoscopiche.
Lo scopo dello studio è quello di documentare l'effettivo incremento di frequenza del carcinoma della colecisti nel nostro bacino di utenza, in relazione ai fattori di rischio, alle lesioni precancerose riconosciute e potenziali.
Metodi. Sono giunti alla nostra osservazione 11 casi di carcinomi della colecisti, di cui 9 femmine e 2 maschi, d'età media di 81 anni (70-92), su 212 colecistectomie in un periodo di tempo di 18 mesi.
Risultati. Tenendo conto che le casistiche indicano fra lo 0,6 e il 4,4% la frequenza del carcinoma della colecisti come reperto occasionale, escludendo alcune popolazioni nelle quali è molto maggiore (Maori, Indiani Nativi Americani), la nostra casistica si attesta oltre il limite superiore del range.
Conclusioni. È opinione comune che questo tumore primitivo sia raro, associato ad una diagnosi tardiva e con una prognosi scarsa, occorrerebbe quindi a nostro parere rivolgere maggiore attenzione alla possibile prevenzione, tenendo in considerazione i fattori di rischio più conosciuti, la colelitiasi in primo luogo.
La netta riduzione della morbilità e, anche se in modo minore, della mortalità dovuta al trattamento laporoscopico rispetto al tradizionale, dovrebbe permettere un allargamento delle indicazioni chirurgiche per il trattamento della calcolosi della colecisti e delle sue possibili complicanze.

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