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CHIRURGIA

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Chirurgia 2000 June;13(3):141-6

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il drenaggio biliare ecoguidato: una procedura mini-invasiva per il trattamento degli itteri ostruttivi neoplastici non operabili

Piccolboni D., Settembre A., Cuccurullo D., Pirozzi F., Famiani M., Corcione F.


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Obiettivo. Scopo di questo lavoro è di valutare le indicazioni all'impiego del drenaggio biliare percutaneo ecoguidato, nei casi di neoplasie inoperabili dell'ilo epatico. Laddove la chirurgia epatica maggiore è praticabile solo nel 30-60% dei casi, per la particolare sede anatomica e la diagnosi spesso tardiva, e la chirurgia palliativa, di tipo derivativo, è gravata da complicanze non trascurabili (12-60%), e da un tasso di mortalità del 7-10%, il posizionamento di un drenaggio biliare percutaneo è una procedura scarsamente invasiva, richiesta per lo scarso stress a cui il paziente itterico è sottoposto, e per la relativa scarsità di complicanze (15% in media con tecnica radiologica) ed una mortalità correlata variabile dall'1 al 5,6% in letteratura.
Metodi. La nostra esperienza clinica, presso la Divisione di Chirurgia Generale dell'A.O. Monaldi di Napoli, consiste di 16 casi, trattati in un triennio, con l'ausilio della sola guida ecografica.
Risultati. Tra questi, otto erano tumori di Klatskin, con interessamento della convergenza biliare e dei vasi peduncolari, due casi erano di tumori del pancreas cefalico, con interessamento epatico e del peduncolo portale, in cui il sondaggio per via endoscopica era risultato impossibile, sei casi erano di neoplasie a partenza colecistica, con infiltrazione dell'ilo epatico. La guida ecografica e l'impiego di un catetere armato, in polietilene da 7F, hanno reso la procedura più semplice e sicura, consentendo di evitare complicanze maggiori e azzerare la mortalità connessa alla procedura, riducendo anche l'incidenza di complicanze minori (37,5%).
Conclusioni. Riteniamo pertanto il drenaggio percutaneo ecoguidato delle vie biliari una valida opzione terapeutica, nei casi in cui non sia consigliabile o impossibile l'approccio chirurgico, a causa della diffusione del processo neoplastico o delle scadenti condizioni del paziente.

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