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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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RAPPORTI CLINICI  


Chirurgia 2000 Febbraio;13(1):29-34

lingua: Italiano

Sindrome da rottura spontanea dell'esofago (sindrome di Boerhaave) (Descrizione di quattro casi clinici e considerazioni su fisiopatologia, clinica e trattamento)

Leoncini G., Iurilli L., Stella M., Queirolo A., Serrano J., Leoni C., Catrambone G.


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Gli Autori presentano 4 casi clinici di rottura spontanea dell¹esofago che differiscono sia per le modalità di presentazione, sia per il tempo intercorso dall¹insorgenza dei sintomi alla diagnosi, sia, infine, per la strategia terapeutica adottata e l¹evoluzione clinica definitiva. In due pazienti la diagnosi è stata posta dopo 12 ore dall¹insorgenza dei sintomi, in una paziente dopo circa 32 ore ed in una quarta paziente dopo 6 giorni. La presentazione clinica tipica, costituita da dolore toracico, vomito ed enfisema sottocutaneo, è stata osservata in un solo paziente. La riparazione immediata della lesione è stata eseguita nei due casi in cui la diagnosi è stata precoce (circa 12 ore) ed in un caso diagnosticato più tardivamente (circa 32 ore). Nel quarto caso è stata eseguita la «toilette» pleuro-mediastinica ed è stata inserita nella breccia esofagea una sonda a T collegata all¹esterno attraverso la parete toracica. In un caso a diagnosi precoce e nel caso in cui la diagnosi è stata relativamente ritardata (32 ore) la riparazione immediata della lacerazione esofagea ha avuto successo. Nel secondo caso a diagnosi precoce si è verificata la deiscenza parziale della sutura. Ciò ha dapprima richiesto una procedura di esclusione bipolare dell¹esofago e, in un secondo tempo, l¹esofagectomia. La paziente è stata dimessa guarita. Nel quarto caso descritto, a diagnosi molto tardiva (6 giorni), dopo l¹iniziale miglioramento delle condizioni cliniche la paziente è deceduta per insufficienza cardiocircolatoria. Si discutono gli aspetti inerenti la diagnosi differenziale tra sindrome di Boerhaave ed altre patologie, più frequenti, che possono essere confuse con la sindrome stessa e ritardare la diagnosi. Si discutono inoltre le possibili strategie terapeutiche, sia in caso di diagnosi precoce che tardiva e, anche sulla base dell¹esperienza riportata in letteratura, si riassumono i principi terapeutici fondamentali.

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