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CHIRURGIA

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Chirurgia 1999 December;12(6):419-22

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

L’uso del drenaggio nella chirurgia della tiroide

Giovannini C., De Milito R., Pronio A., Santella S., Montesani C.


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Obiettivo. Nella chirurgia della tiroide il posizionamento del drenaggio è un provvedimento comunemente adottato dalla maggior parte dei chirurghi come spia della più comune, anche se rara, complicanza postoperatoria di questo tipo di intervento: il sanguinamento. Viene inoltre utilizzato allo scopo di evacuare le eventuali raccolte siero-ematiche che si possono formare nel cavo residuo dopo tiroidectomia.
Metodi. Abbiamo quindi iniziato uno studio prospettico randomizzato al fine di valutare i vantaggi e gli svantaggi che l'uso del drenaggio può comportare, considerando sia le complicanze più immediate, sia i benefici estetici a distanza. Nei 144 pazienti presi in esame il random ha previsto in 80 casi l'uso del drenaggio e in 64 no.
In ciascuno dei due gruppi di pazienti abbiamo esaminato i seguenti dati:
1) stato della ferita: presenza di edema dei lembi, ecchimosi o comparsa di tumefazioni riferibili a raccolte ematiche. Abbiamo poi ricontrollato le ferite dopo una settimana, 20 giorni e se necessario dopo 40 giorni;
2) leucocitosi superiore a 10.000 G.B. tra la prima e la seconda giornata postoperatoria;
3) febbre superiore a 37,5 ºC tra la prima e la seconda giornata postoperatoria.
Risultati. Abbiamo rilevato il 13% di complicanze della ferita nel gruppo A contro il 27% del gruppo B (p > 0,1).
Nel 55% dei pazienti del gruppo A abbiamo rilevato una leucocitosi superiore a 10.000 G.B., contro il 28% del gruppo B (p = 0,01). Nel 20% dei pazienti del gruppo A la temperatura tra la prima e la seconda giornata postoperatoria è stata superiore a 37,5ºC rispetto al 18% del gruppo B (p > 0,1). Nel 95% dei casi al momento del controllo a 40 giorni dall'intervento, la cicatrice era pressoché scomparsa in entrambi i gruppi. Invece, ciò che risulta significativo è il fatto che c'erano più pazienti con leucocitosi nel gruppo con drenaggio, anche se senza febbre.
Conclusioni. In conclusione, riteniamo che il drenaggio nella chirurgia della tiroide dovrebbe essere limitato ai casi scelti: nel m. di Basedow, nei gozzi basedowificati, dove è presente una ricca irrorazione capsulare e parenchimale che comporta un maggior sanguinamento intraoperatorio ed una emostasi più difficoltosa; inoltre in caso di gozzi immersi, o infine quando sono presenti turbe della coagulazione. Negli altri casi il suo uso routinario non sembra migliorare i risultati immediati ed estetici a distanza, mentre non usarlo può rendere più semplice al paziente il decorso postoperatorio.

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