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CHIRURGIA

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Chirurgia 1999 August;12(4):271-4

lingua: Italiano

La chirurgia carotidea in anestesia locoregionale

Rignano A., Mezzetti R., Albanese S., Keller G. C., Vandone P. L.


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Obiettivo. In corso di chirurgia carotidea l'approccio anestesiologico unitamente alla tecnica chirurgica deve soddisfare, per quanto possibile, ogni criterio di sicurezza e favorire un sempre miglior esito nella procedura. All'anestesia generale si è affiancata nel tempo l'anestesia locoregionale a paziente vigile o solo modestamente sedato e l'opportunità di scelta è diventata fonte di studio e discussione.
Disegno: valutazione retrospettica di una serie consecutiva di 245 pazienti sottoposti ad intervento di tromboendoarteriectomia carotidea.
Metodi. La casistica comprende 169 pazienti operati in anestesia generale, con monitorizzazione intraoperatoria mediante elettroencefalogramma e SEPS e 76 pazienti sottoposti ad intervento chirurgico in anestesia loco-regionale, con monitorizzazione costante dello stato di coscienza e delle funzioni motorie.
Risultati. In 4 casi l'anestesia locoregionale è stata convertita in generale per la comparsa di due arresti respiratori e di due crisi Jackcsoniane (5,2% del casi) alcuni minuti dopo il clampaggio. Non si sono verificati decessi; in un caso una ipostenia dell'arto superiore controlaterale è regredita nelle ore seguenti l'intervento.
Conclusioni. I vantaggi legati all'anestesia locoregionale sono sostanzialmente riconducibili alle possibilità di mantenere costantemente lo stato di vigilanza e la mobilità del paziente in ogni fase dell'intervento di endoarteriectomia carotidea con minore incertezza nel monitoraggio cerebrale rispetto alle metodiche utilizzate durante anestesia generale. Le variazioni pressorie sono meno frequenti rispetto ai pazienti operati con anestesia generale, così come il consumo di ossigeno, da parte del parenchima cerebrale, risulta aumentato nel paziente vigile rispetto al paziente sedato e protetto con tiobarbiturici. Il numero di shunt utilizzato nella totalità degli interventi rispetto alle due differenti modalità di monitorizzazione è del tutto sovrapponibile, avvalorando quindi anche l'efficacia dell'indagine sulla funzionalità cerebrale eseguita attraverso l'utilizzo dell'EEG e dei SEPs.

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