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CHIRURGIA

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Chirurgia 1999 Agosto;12(4):267-70

lingua: Italiano

Le cause di recidiva valutate su 446 pazienti operati per iperparatiroidismo secondario

Gasparri G., Camandona M., Abbona G. C., Papotti M., Jeantet A., Radice E., Mullineris B., Dei Poli M.


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Obiettivo. Scopo del presente lavoro è la valutazione critica delle cause che possono condurre ad un insuccesso nel trattamento chirurgico dell'IPT secondario e terziario, sia da un punto di vista di strategia chirurgica, sia da un punto di vista strettamente anatomopatologico.
Metodi. L'indagine retrospettiva è stata attuata su 446 pazienti operati per IPT secondario dal 1975 al luglio 1998. Essi sono stati studiati in rapporto al tipo di intervento eseguito, alla possibilità di un trapianto renale. In questa popolazione si sono identificati due gruppi omogenei, uno di 23 pazienti con chiari segni di recidiva ed uno di 27 clinicamente guariti; essi sono stati studiati particolarmente dal punto di vista istologico ed immunoistochimico con l'utilizzo dell'antigene Ki-67.
Risultati. I risultati sono stati simili per quanto riguarda la regressione dell'osteodistrofia, del prurito, delle calcificazioni ectopiche sia per la Ptx subtotale, che per la totale con AT e la totale. Quest'ultima, come prevedibile, ha presentato una più elevata incidenza di ipoparatiroidismi. La percentuale di recidive è stata tra il 5 e l'8%; solo dopo Ptx incompleta tale percentuale è salita al 34,7%.
Nel gruppo delle recidive la forma nodulare è quella più frequentemente presente associata ad una frazione proliferativa con il Ki-67 dell'1,9%, mentre è solo dello 0,81% nei controlli, differenza statisticamente significativa (p=0,001).
Conclusioni. In conclusione si può affermare come vi possano essere degli indici predittivi sulla possibilità di una recidiva e che pertanto alcuni pazienti dovrebbero essere controllati con più accuratezza nel decorso postoperatorio.

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