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CHIRURGIA

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Chirurgia 1999 June;12(3):199-204

lingua: Italiano

Nostra esperienza in tema di trattamento chirurgico di lesioni traumatiche intestinali

Ialongo P., Chiriatti G., Azzolini F., Calò D.


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Obiettivo. Il trattamento chirurgico di lesioni traumatiche colo-rettali rappresenta tutt'oggi un argomento ampiamente dibattuto e controverso.
Nel corso degli ultimi anni si è registrato in USA e in Europa un consenso sempre maggiore a favore della sutura primaria della lesione o degli interventi di resezione-anastomosi nei confronti di quelli di derivazione intestinale.
Obiettivo di questo lavoro retrospettivo è valutare la nostra esperienza nel trattamento chirurgico di lesioni traumatiche colo-rettali.
Metodi. Nel periodo compreso tra gennaio 1988 ed aprile 1998 presso il reparto di Chirurgia Generale dell'Ospedale Consorziale di Mesagne prima e dell'Azienda Ospedaliera «A. Di Summa» di Brindisi dopo, sono stati osservati e trattati 74 pazienti con lesioni traumatiche del grosso intestino. Trattavasi di 61 pazienti di sesso maschile e 13 pazienti di sesso femminile di età media di 49 anni (range 14-75).
Per quanto concerne l'eziologia in 54 casi (72,9%) trattavasi di trauma aperto ‹ 16 conseguenti a ferita da arma bianca e 38 ad arma da fuoco ‹ e in 20 casi di trauma chiuso (27,1%) 5 correlati ad ingestione accidentale di corpo estraneo e 15 a cause iatrogene.
In 43 pazienti (58,1%) è stata effettuata una sutura primaria monostrato della lesione e in 20 pazienti (27%) una resezione-anastomosi con suturatrice meccanica.
La colostomia secondo Hartmann è stata eseguita in 11 casi (14,9%) per lesioni del retto extraperitoneale e per grave peritonite stercoracea.
Risultati. Tre pazienti, giunti tardivamente alla nostra osservazione con un quadro clinico di peritonite stercoracea generalizzata, sono deceduti nel periodo post operatorio nel reparto di terapia intensiva per complicanze settiche.
La mortalità globale è risultata del 4% ed in particolare dell'1,6% in caso di riparazione primaria e del 18,2% in caso di interventi di derivazione intestinale (p<0,01).
La morbilità è stata del 17,55%.
La degenza ospedaliera, valutata escludendo i pazienti deceduti nel periodo post operatorio, è risultata di 24,9±18,5 giorni.
Conclusioni. Gli interventi di sutura primaria o di resezione-anastomosi devono rappresentare oggigiorno il «gold standard» nel trattamento chirurgico di lesioni traumatiche colorettali.
Tuttavia gli interventi derivativi rappresentano il trattamento più affidabile nelle situazioni gravi ed una scelta obbligata nei traumi retto-anali.
Infatti, in presenza di lesioni associate intraddominali, di uno stato di shock emorragico e di patologie concomitanti, il rischio di una sutura primaria è notevole.
La scarsa consistenza del campione di pazienti sottoposto ad intervento di derivazione intestinale e la maggiore gravità delle lesioni coliche (secondo la classificazione proposta da Flint et al.) nei pazienti sottoposti ad interventi derivativi, non ci consentono di trarre delle conclusioni valide da un punto di vista statistico e di affermare la priorità di una strategia chirurgica nei confronti di un'altra.
Tuttavia la bassa incidenza di mortalità nel campione di pazienti globalmente considerato (4%) ci consente di considerare corretto tale orientamento di scuola e di perseverare in tale strategia terapeutica.

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