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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Chirurgia 1999 April;12(2):93-100

lingua: Italiano

Ruolo della gastroplastica verticale nel trattamento chirurgico dell'obesità severa (Nostra esperienza su 400 pazienti operati)

Paradiso D., Cariani S., Imperio M., Nottola D., Mele A., Rescina F., Grani S., Amenta E.


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Obiettivo. Gli Autori analizzano la loro esperienza personale di trattamento chirurgico dell'obesità grave mediante gastroplastica verticale secondo Mason modificata in alcuni passaggi di tecnica.
Metodi. Dal gennaio 1991 al giugno 1997, 400 pazienti (61 maschi, 106 superobesi con un BMI superiore a 50 kg/m2) sono stati sottoposti a gastroplastica verticale secondo Mason per obesità grave, con alcune modifiche introdotte allo scopo di prevenire alcune complicanze specifiche della tecnica quali la stenosi del neopiloro e la deiscenza della sutura verticale (utilizzo del gore-tex da 0,6 mm di spessore e calibrazione del neopiloro; applicazione di punti di dacron alla estremità della sutura verticale).
Risultati. La mortalità operatoria è stata nulla; complessivamente la morbilità è stata del 29%, ma solo il 3,35% specifica della tecnica (6 casi di deiscenza della sutura verticale, 5 stenosi transitorie del neopiloro da edema, 1 angolazione del neopiloro). Il calo ponderale espresso come percentuale del sovrappeso residuo è stato del 33% a 1 anno dall'intervento, 31% a 2 anni, 35% a 3 anni e del 41% a 4 anni. La classificazione dei risultati secondo i criteri di Reinhold mostra un incremento dei risultati cattivi che passano dal 2% ad 1 anno dall'intervento all'8% a 4 anni.
Conclusioni. La gastroplastica verticale secondo Mason offre quindi buoni risultati in termini di calo ponderale associati ad una bassa incidenza di complicanze specifiche della tecnica. La selezione preoperatoria dei pazienti resta un punto cardine dell'applicazione di questa metodica. Quando i pazienti non offrono sufficienti garanzie di risultato è doveroso indirizzarli verso altre metodiche quali il bypass gastrico ad ansa lunga o la diversione biliopancreatica.

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