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CHIRURGIA

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Chirurgia 1999 February;12(1):53-66

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Carcinoma intraduttale della mammella: stato dell’arte ed orientamenti futuri

Gennaro M., Pizzamiglio M., Andreoni G., Greco M., Sacchini V.


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Il Carcinoma Duttale In Situ (DCIS) è divenuto uno degli argomenti più controversi nell'ambito della patologia mammaria. Nel corso degli ultimi anni il quadro alla diagnosi è mutato e si è evoluta la conoscenza inerente la storia naturale delle varianti patologiche, i fattori prognostici e le correlate linee guida per il trattamento.
Il DCIS è definito come una trasformazione maligna delle cellule epiteliali che rivestono i dotti lattiferi nella quale le cellule maligne rimangono confinate entro il dotto. La permeazione della membrana basale deve essere esclusa alla microscopia ottica.
Il riconoscimento del DCIS come entità distinta dal carcinoma invasivo della mammella condusse al consenso attuale che il trattamento delle pazienti con DCIS deve essere specificamente adattato a questo processo patologico.
Prima dell'avvento della mammografia, le pazienti con DCIS giungevano alla diagnosi sintomatiche e/o con una massa palpabile. Attualmente non solo sono rilevate lesioni sempre più piccole, ma il DCIS è riscontrato con una frequenza sempre maggiore.
È stato provato che la mastectomia è un trattamento molto efficace per le pazienti con DCIS, ma la rapida accoglienza della chirurgia conservativa associata a terapia radiante per il carcinoma infiltrante ha spinto a riesaminare l'effettivo ruolo di tale intervento ablativo in questa malattia meno severa.
Recentemente è stato osservato che in un gruppo di pazienti selezionato il trattamento radiante adiuvante non produce alcun beneficio, in termini di «sopravvivenza libera da malattia locale», così che si commetterebbe un «over-treatment» se fosse applicato sistematicamente con la chirurgia conservativa.
Attualmente fattori clinici, patologici e correlati al trattamento permettono di stratificare il DCIS in sottogruppi specifici per identificare la terapia più adeguata per tali lesioni ed in futuro altri fattori, come i markers molecolari, potrebbero essere integrati per la selezione del trattamento ottimale.

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