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CHIRURGIA

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Chirurgia 1999 February;12(1):17-22

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La chirurgia del cancro della colecisti

Borrelli A., Poma A., Valeri A., Presenti L., Petrolo A., Borrelli D.


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Obiettivo. Gli Autori hanno valutato i risultati della sopravvivenza nei 47 casi osservati in rapporto allo stadio della neoplasia ed al tipo di intervento chirurgico eseguito.
Metodi. Gi Autori presentano la loro casistica personale relativa a 47 pazienti affetti da cancro della colecisti e sottoposti ad intervento chirurgico nel decennio 1984-1994.
Risultati. Tutti i pazienti al I e II stadio sono tuttora viventi, tranne un paziente al II stadio deceduto dopo 17 mesi per altra patologia. Dei pazienti al III stadio, la metà visse più di 2 anni e 2 di essi sono tutt'oggi viventi dopo intervento di colecistectomia allargata con resezione del letto della colecisti più linfectomia dell'ilo epatico. Al IV stadio, 3 pazienti su 5 vissero più di 2 anni, mentre al V stadio su 25 operati (alcuni con interventi resettivi allargati comprendenti resezioni epatiche destra, sinistra o di altri organi) solo per 2 di essi la sopravvivenza è stata superiore ai 2 anni; nel gruppo di pazienti vissuti meno di 2 anni si è avuta solo una lieve differenza in termini di sopravvivenza a favore della chirurgia più aggressiva.
Conclusioni. Dall'analisi dei risultati ottenuti e in accordo con la Letteratura si evince quindi che negli stadi iniziali la colecistectomia semplice può essere sufficiente anche se nel II stadio sarebbe più ragionevole estendere l'intervento al letto epatico della colecisti ed ai linfonodi, cosa quest'ultima che diviene tassativa al III stadio. Infine al IV e V stadio in accordo con la maggioranza degli Autori anche con la chirurgia più avanzata non si registrano sopravvivenze a lungo termine, anche se non sono da trascurare esperienze sporadiche di alcuni Autori che riportano sopravvivenze oltre i 10 anni dopo interventi resettivi allargati in stadi avanzati.

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