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MEDICINA E CHIRURGIA DELLA CAVIGLIA E DEL PIEDE

Rivista di Anatomia, Fisiopatologia e Chirurgia del Piede


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ARTICOLI ORIGINALI  


Chirurgia del Piede 2013 Aprile;37(1):1-8

lingua: Italiano

Osteosintesi a cielo aperto delle fratture di calcagno: quali mezzi di sintesi?

Daghino W. 1, Testa D. 2, Matteotti R. 2, Guidi P. 1, Cerlon R. 3, Battiston B. 1

1 U.O.C. Traumatologia, Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia, ASO CTO-Maria Adelaide, Torino, Italia;
2 Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, Università degli Studi di Torino, Torino, Italia;
3 U.O.C. Clinica Ortopedica II, Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia, ASO CTO-Maria Adelaide, Torino, Italia


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Obiettivo. L’osteosintesi interna delle fratture di calcagno (ORIF) viene attuata perseguendo il principio della riduzione anatomica e della sintesi stabile, nell’intento di ottenere una guarigione con ripristino morfologico e biomeccanico delle strutture lesionate pur permettendo la mobilizzazione precoce delle strutture articolari. Obiettivo del lavoro è stato quello di valutare i mezzi di sintesi attualmente a disposizione del chirurgo alla luce delle loro indicazioni, dei vantaggi e svantaggi nell’utilizzo e del relativo costo economico.
Metodi. Sono stati valutati i mezzi di sintesi utilizzati nel trattamento chirurgico di 85 fratture di calcagno tra gennaio 2003 e dicembre 2010 presso l’Unità Operativa Complessa “Traumatologia” del Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia dell’Azienda Ospedaliera CTO/ Maria Adelaide di Torino ed è stata condotta un’analisi sistematica dei risultati ottenuti inserendo le parole chiave “rearfoot”, “surgery”, “calcaneus” e “osteosynthesis” nei motori di ricerca “PubMed” e “Google”.
Risultati. I mezzi di sintesi attualmente considerabili per l’ORIF di calcagno sono i fili di Kirschner, le viti libere, i sistemi di placche e viti, viti e barre in PLLA ed i sostituti ossei iniettabili.
Conclusioni. La stabilità della sintesi è condizione imprescindibile per poter non impiegare innesti ossei, riducendo così i tempi chirurgici e conseguentemente i rischi di infezione. Il riferimento nelle fratture articolari scomposte è rappresentato dai sistemi di placche e viti; le più recenti conformazioni a stabilità angolare sembrano garantire condizioni di ulteriore maggiore stabilità e tenuta mantenendo un ordine di grandezza dei costi comparabile con i sistemi convenzionali. Gli altri mezzi di sintesi, non potendo garantire la stessa stabilità, sono da utilizzare in casi ben codificati, sulla base del tipo di lesione ma anche delle caratteristiche tecniche intrinseche.

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