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Rivista di Anatomia, Fisiopatologia e Chirurgia del Piede


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Chirurgia del Piede 2010 Agosto;34(2):71-83

 ARTICOLI ORIGINALI

Osteotomia metatarsale distale extra-articolare dei raggi esterni nel trattamento delle metatarsalgie biomeccaniche

Pisani G. 1, Pisani P. C. 1, Parino E. 1, Bratulich A. 2

1 Centro di Chirurgia del Piede “Prof. G. Pisani”, Clinica “Fornaca di Sessant”, Torino 2 2 Ospedale S. Croce e Carle, Cuneo

Dall’analisi della letteratura emerge ampio lo spettro delle tecniche chirurgiche di tipo osteotomico sui metatarsali laterali proposte e studiate per il trattamento delle metatarsalgie biomeccaniche e non vi sono chiari dati che permettano di indicare quale tecnica è superiore alle altre, in quanto i risultati sono scarsamente confrontabili sia per metodiche di valutazione che per criteri di inclusione dei pazienti molto variabili. Inoltre sono pochi gli studi che effettuano una valutazione comparativa tra tecniche chirurgiche evidenziando gli outcome superiori di una delle due tecniche ; un esempio è lo studio di Trnka28 in cui viene paragonata la tecnica di Weil e quella di Helal e da cui si può evincere la superiorità della prima rispetto alla seconda in fatto di outcome clinici. Dalla letteratura emerge anche come l’utilizzo della tecnica di Weil, che ha avuto un’ampia diffusione negli anni novanta, sia stato ridimensionato a indicazioni selettive.
L’osteotomia distale extra-articolare dorso-plantare a forma di gallone (con apice distale) utilizzata presso il nostro Centro si è dimostrata un’ottima tecnica chirurgica con efficacia clinica statisticamente dimostrata (91% di buoni o discreti risultati; grado di soddisfazione del paziente dell’86%) e outcome comparabili, per metodiche di valutazione e criteri d inclusione, a quelli ottenuti da Kitaoka2 nella valutazione della tecnica “Chevron” (risultati buoni o discreti, 88% ).
Utilizzate, come mezzo di sintesi, le cambre a memoria di forma (in 41 osteotomie su 55 oggetto dello studio) non si sono avuti ritardi di consolidazione o pseudoartrosi dimostrando la validità di questo mezzo di sintesi. Importante considerazione è che l’operatore deve valutare con attenzione i pazienti con avampiedi già sottoposti ad interventi chirurgici perché in questi casi la metatarsalgia riconosce eziopatogenesi complessa e il rischio di trattamenti non appropriati con successive gravi complicanze è elevato.
È necessario ricordare che, a fronte di una tecnica chirurgica che a un primo approccio può risultare di banale esecuzione, la sindrome “metatarsalgia di tipo biomeccanico” riconosce una notevole complessità eziopatogenetica; dipende dall’abilità del chirurgo riunire tutti gli elementi di valutazione (conoscenze anatomiche e biomeccaniche del piede, dati anamnestici, valutazione clinica, valutazione strumentale, scelta della tecnica chirurgica, esperienza chirurgica personale) e tradurli nell’atto operatorio. In altri termini questa è una chirurgia che a fronte di interventi tecnicamente banali nasconde grandi insidie e pertanto il primo approccio del giovane chirurgo deve essere estremamente cauto e prudente.

lingua: Italiano


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