Home > Riviste > Medicina e Chirurgia della Caviglia e del Piede > Fascicoli precedenti > Chirurgia del Piede 2009 December;33(3) > Chirurgia del Piede 2009 December;33(3):135-43

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MEDICINA E CHIRURGIA DELLA CAVIGLIA E DEL PIEDE

Rivista di Anatomia, Fisiopatologia e Chirurgia del Piede


Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

 

REVIEW  


Chirurgia del Piede 2009 December;33(3):135-43

lingua: Italiano

Problematiche in esiti delle fratture distali di perone

Pisani G., Pisani P. C., D’arrigo A.

1 Centro di Chirurgia del Piede “Prof. G. Pisani”, Clinica Fornaca di Sessant, Torino, Italia
1 Università degli Studi di Catania, Dottorato di Ricerca in Traumatologia, XXI Ciclo (2006-2008)


PDF  


Premessi alcuni riferimenti di ontomorfogenesi, anatomia e biomeccanica, viene messa in evidenza l’importanza del perone nella articolarità della tibio-tarsica e nell’adattamento della pinza malleolare alla troclea astragalica: il perone si innalza, intraruota e si allontana dalla tibia nella flessione dorsale mentre il contrario avviene nella flessione plantare.
Il perone assolve inoltre ad una importante funzione di carico ed anche per questo motivo nelle sue fratture distali è necessario un corretto ripristino il più delle volte chirurgico di asse, lunghezza e assetto rotatorio. La mancata ricostruzione anatomica comporta, oltre a manifestazioni dolorose secondarie, anche limitazione articolare della tibio-tarsica in particolare della flessione dorsale.
La sintesi deve essere stabile con viti a compressione o placca modellata. La sintesi endomidollare tipo Rush non garantisce una sufficiente stabilità, in particolare rotatoria.
Osteotomie di rotazione, reallineamenti, allungamenti possono essere variamente indicati in esiti come anche la resezione di eventuali sinostosi tibio-peroneali con interposizione di materiale inerte (silastic) ad impedire la recidiva.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail