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MEDICINA E CHIRURGIA DELLA CAVIGLIA E DEL PIEDE

Rivista di Anatomia, Fisiopatologia e Chirurgia del Piede


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Chirurgia Del Piede 2005 June;29(2):79-84

lingua: Italiano

Le variazioni emodinamiche da tourniquet emostatico nella chirurgia dell'arto inferiore

Napoli V., Napoli E.


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Nella chirurgia ortopedica degli arti è pratica ormai abituale e consolidata l'utilizzo del tourniquet emostatico che nell'arto inferiore viene posizionato preferibilmente alla radice della coscia. Con la realizzazione ed il mantenimento dell'ischemia si realizzano alcune variazioni emodinamiche, sia a livello d'arto che sistemiche, che occorre gestire adeguatamente per mantenerle in limiti fisiologici ed evitare che esitino in pericolose alterazioni.
Le variazioni a livello d'arto sono costituite dalla persistenza di flusso ematico e dall'iperemia reattiva post ischemica. Quelle sistemiche sono rappresentate dalla variazione del volume ematico, della frequenza cardiaca, dalla pressione venosa centrale e dalla pressione arteriosa sistemica. In alcuni interventi condotti in anestesia generale l'aumento della pressione arteriosa sistemica può diventare critico con picchi che quando raggiungono e superano i 200 mmHg concretizzano seri rischi di scompenso cardiaco e di lesioni vascolari. L'aumento è rapido e senza segni premonitori. Il suo trattamento deve essere altrettanto rapido ma non drastico per evitare brusche cadute pressorie che al momento del rilasciamento del tourniquet possono esitare in pericolose crisi ipotensive. L'eziologia dell'ipertensione critica non è chiara e richiama la presenza di fattori predisponenti, alcuni legati all'utilizzo del tourniquet altri alla concomitanza di patologie in atto o pregresse del paziente, che vengono attivati da una causa scatenante. Una adeguata conoscenza delle variazioni emodinamiche da tourniquet e dei fattori predisponesti con il loro preventivo trattamento sono alla base della prevenzione delle alterazioni.

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