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MEDICINA E CHIRURGIA DELLA CAVIGLIA E DEL PIEDE

Rivista di Anatomia, Fisiopatologia e Chirurgia del Piede


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Chirurgia Del Piede 2005 Marzo;29(1):1

lingua: Italiano

Metatarsalgie da iperpronazione della sottoastragalica: concetto logico?

Pisani G.


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La pronazione patologica della sottoastragalica viene spesso invocata come momento biomeccanico nella patogenesi di quadri metatarsalgici per destabilizzazione delle strutture distali alla sottoastragalica, in particolare quando il suo atteggiamento patologico si mantiene in fase di stacco. Coinvolgimento di cute, sottocute, teste metatarsali, articolazioni metatarso-falangee, dita, fasci vascolo-nervosi intermetatarsali.
Se si tiene però conto che al normale assetto della sottoastragalica concorrono l'astragalo, le componenti legamentose e miotendinee, l'assetto sovrasegmentario dell'arto, inoltre che la sottoastragalica concorre con la astragalo-scafoidea ad un unico complesso articolare (''coxa pedis''), e ancora che la ''coxa pedis'' meglio della sottoastragalica interviene al meccanismo ad elica nell'aprirsi e chiudersi della catena cinetica del piede (astragalo osso della gamba a catena cinetica chiusa e ''coxa pedis'' a costituzione enartrosica) è evidente come la sottoastragalica, a parte patologia intrinseca, proni secondariamente ad altri meccanismi che dovremmo definire nel singolo caso.
Né chiara è la terminologia: se per alcuni Autori pronazione è movimento complesso che interviene nei tre piani dello spazio, per la maggior parte è movimento semplice che avviene nel piano frontale sull'asse longitudinale del piede. Ed in questo caso dovremmo parlare, essendo il movimento della sottoastragalica triplanare, di ipereversione.
Concludendo (opinioni personali e pertanto discutibili): è difficile parlare di metatarsalgie biomeccaniche in termini di esclusiva pronazione della sottoastragalica; meglio inquadrarle in rapporto al loro momento patogenetico; volendo mantenere una dizione sindromica più corretto definirle da destabilizzazione peritalare.
Con la definizione di ''Sindrome da destabilizzazione peritalare'' viene superata la pregiudiziale terminologica, è meglio acquisibile il momento biomeccanico che condiziona il disassetto globale del piede e dell'avampiede ed infine trovano riscontro momenti patogenetico intrinseci della ''coxa pedis'' quali la glenopatia degenerativa di recente acquisizione, oltre ovviamente alle cause estrinseche che possono intervenire come momenti destabilizzanti (alterazioni scheletriche, legamentose, neuro-muscolari, disassetti sovrasegmentari, etc.).

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