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MEDICINA E CHIRURGIA DELLA CAVIGLIA E DEL PIEDE

Rivista di Anatomia, Fisiopatologia e Chirurgia del Piede


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Chirurgia Del Piede 2003 Settembre;27(3):107-14

lingua: Italiano

Osteomi osteodi paraostali del tarso. Revisione di serie casistica

Pisani P. C., Milano L.


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Oggetto del lavoro è la presentazione di una serie casistica di 9 pazienti operati per osteoma osteoide della regione tibio-astragalica: collo astragalo e margine anteriore dell'estremo distale di tibia. Si tratta di 6 osteomi a localizzazione paraostale (sottoperiostei) e 3 osteomi sottocondrali, la cui osservazione, da quanto emerge in letteratura, è generalmente limitata a pochi casi, mentre sono più numerose le osservazioni di osteomi intra e sottocorticali.
La localizzazione paraostale al collo astragalico, così come la localizzazione sottocondrale marginale, sia trocleare che di tibia, conferiscono a questi osteomi caratteristiche sintomatologiche tali da rendere la diagnosi spesso difficile, per una loro evoluzione che, non infrequentemente, assume i modi e i segni prevalenti di un'artropatia infiammatoria.
Tale decorso sintomatologico spesso simula sequele infiammatorie post-traumatiche: si tratta spesso di pazienti giovani, praticanti attività sportiva, seppure amatoriale, quindi soggetti a traumi di caviglia di varia entità. Il riferimento anamnestico al trauma spesso presente, indirizza la valutazione diagnostica verso l'esecuzione di esami strumentali, e poi, verso trattamenti terapeutici che sono, i primi, ininfluenti ai fini di una diagnosi corretta, i secondi, inefficaci. Mentre accade di vedere sottovalutate le caratteristiche del tipico dolore da osteoma osteoide, spesso notturno, cronologicamente ripetitivo e costante, già presente all'esordio sintomatologico. Gli Autori ribadiscono la difficoltà di diagnosi con radiologia tradizionale: più dimostrativo lo studio RMN positivo, nella serie presentata, in 7 casi su 9.
È costante, invece, la positività dell'esame scintigrafico per i quadri di ipercaptazione lesionale localizzata e che perdura nel tempo, grazie allo spiccato tropismo del radiocomposto verso il tessuto osteoide. Il trattamento adottato in tutti i casi è stato di escissione in blocco della neoformazione. I 9 casi della serie vengono presentati con la relativa documentazione iconografica e analizzati sotto l'aspetto diagnostico, clinico e strumentale.

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