Ricerca avanzata

Home > Riviste > Medicina e Chirurgia della Caviglia e del Piede > Fascicoli precedenti > Chirurgia Del Piede 2001 Settembre;25(3) > Chirurgia Del Piede 2001 Settembre;25(3):147-56

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI

ULTIMO FASCICOLOMEDICINA E CHIRURGIA DELLA CAVIGLIA E DEL PIEDE

Rivista di Anatomia, Fisiopatologia e Chirurgia del Piede


Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

 

Chirurgia Del Piede 2001 Settembre;25(3):147-56

 ARTICOLI ORIGINALI

La ricostruzione dei tessuti molli del piede post-traumatico. III Parte

Bruschi S., Fraccalvieri M.

Questo articolo rappresenta la conclusione dei tre lavori da noi scritti sulla ricostruzione post-traumatica dei tessuti molli del piede. In questo articolo gli Autori prendono in considerazione le metodiche ricostruttive per i traumi del piede secondo la gravità del trauma (I-II-III) e le regioni anatomiche interessate (area del dorso, area del calcagno sottoposta a carico, area plantare distale, area dei malleoli - del tendine d'Achille - del calcagno non sottoposta a carico: sec. Hidalgo e Shaw). In ordine crescente di complessità le opzioni ricostruttive disponibili sono: chiusura primaria, innesto cutaneo, lembo locale-regionale (muscolare, miocutaneo o fasciocutaneo), lembo microvascolare. Vengono descritti i vari lembi, con l'indicazione razionale del loro impiego, nonché i vantaggi e gli svantaggi della loro applicazione. Gli Autori concludono sottolineando la complessità della ricostruzione a carico del piede per le funzioni che tale organo deve continuamente svolgere. Nella riparazione di tali difetti il chirurgo deve innanzi tutto tenere conto delle caratteristiche anatomo-funzionali delle strutture che si appresta a ricoprire. È comunque necessario sempre garantire l'apporto di una copertura che garantisca una sensibilità almeno di protezione (soprattutto per la regione plantare); una «imbottitura» delle prominenze ossee tale da sopportare il carico del corpo o il microtrauma della calzatura o di una protesi e posizionare le cicatrici non in zone sottoposte a carico. Inoltre a parità di obiettivo funzionale da raggiungere vale la regola fondamentale di utilizzare sempre il metodo ricostruttivo più semplice. In ultimo, ma non per importanza, occorre esaltare l'importanza di una stretta collaborazione tra ortopedico e chirurgo plastico al fine di affrontare con più completa competenza e successo funzionale tale tipo di traumi.

lingua: Italiano


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina