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MEDICINA E CHIRURGIA DELLA CAVIGLIA E DEL PIEDE

Rivista di Anatomia, Fisiopatologia e Chirurgia del Piede


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NOTE DI TECNICA  


Chirurgia Del Piede 2001 Giugno;25(2):99-104

lingua: Italiano

Tenorrafia del tendine d'Achille nel paziente sportivo non agonista. Tecnica percutanea: metodiche a confronto

Lagalla F., Cerlon R., Antoniono E., Iero R., De Petro P., Bistolfi A.


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Obiettivo. La scelta del trattamento ideale nella rottura sottocutanea del tendine d'Achille è argomento tuttora controverso; esistono tradizionali tecniche a cielo aperto e tecniche meno invasive. Lo scopo di questo lavoro è valutare i risultati di due differenti tecniche percutanee e confrontarli fra loro.
Metodi. Sono stati esaminati 40 pazienti di sesso maschile omogenei per tipo di attività sportiva amatoriale (età media 37, min 27, max 45 anni) trattati nel periodo 1991-1996 presso la I Divisione Ortopedica e la II Clinica Ortopedica del CTO di Torino per rottura del tendine d'Achille, rispettivamente con tecnica barbed-wire e con tecnica di Ma-Griffith.
I pazienti sono stati esaminati con valutazione clinica (soggettiva ed obiettiva), isocinetica (dinamometro isocinetico Kin-Trex a diverse velocità angolari) ed ecografica.
Risultati. I risultati ottenuti sono sostanzialmente sovrapponibili per le due tecniche ed evidenziano: buon recupero della funzionalità (ritorno all'attività in 5 mesi, recupero completo dell'articolarità della T-T), soddisfazione da parte dei pazienti, ispessimento del tendine operato e valida cicatrizzazione dello stesso (presentando una struttura fibrillare alterata rispetto al lato sano).
Conclusioni. In conclusione, le due tecniche sono da ritenersi indicate nella tenorrafia del tendine d'Achille nello sportivo giovane non professionista per la rapidità d'esecuzione, i buoni risultati e l'assenza di complicanze.

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