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MEDICINA E CHIRURGIA DELLA CAVIGLIA E DEL PIEDE

Rivista di Anatomia, Fisiopatologia e Chirurgia del Piede


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Chirurgia Del Piede 2000 September;24(3):209-14

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Profilassi attiva delle complicanze tromboemboliche postoperatorie in chirurgia del piede

Napoli V.


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Uno dei temi più controversi nella moderna chirurgia del piede è l'adozione ed il tipo di profilassi a contenimento del tromboembolismo postoperatorio che nella chirurgia ortopedica diversi studi valutano dal 50 all'80% degli operati non trattati.
Gli interventi di chirurgia del piede non sono rapportabili a quelli della chirurgia ortopedica maggiore per la differente invasività, traumaticità e range di popolazione afferente ed il potenziale rischio tromboembolico deve essere valutato solo sulla base delle condizioni del paziente e della presenza dei fattori di rischio individuati dall'European Consensus Statement.
Quando il rischio è elevato o moderatamente elevato è necessario un trattamento con anticoagulante, generalmente eparina a basso peso molecolare, a partire da 24 ore prima dell'intervento fino a mobilizzazione completa del paziente.
È inoltre utile associare ed estendere anche ai pazienti non trattati con eparina una profilassi operativa attiva che consiste nell'adozione di trattamenti pre, intra e postoperatori atti ad impedire che si creino i presupposti patogenetici che favoriscono la trombogenesi.
Presso il Centro di chirurgia del piede «Prof. G. Pisani» a Torino 3007 pazienti operati dal 6 aprile 1989 al 20 luglio 2000 sono stati sottoposti a profilassi operativa attiva, al 7% di questi è stato associato trattamento eparinico per presenza di uno o più fattori di rischio. Controllati sino a guarigione ortopedica totale hanno evidenziato lo 0,2% di trombosi venosa profonda e in nessun caso hanno sviluppato tromboembolismo.

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