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ULTIMO FASCICOLOITALIAN JOURNAL OF MAXILLOFACIAL SURGERY

Rivista di Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Maxillofacial Surgery


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ARTICOLI ORIGINALI  


Italian Journal of Maxillofacial Surgery 2006 Aprile-Dicembre;17(1-3):19-23

lingua: Inglese

Trattamento delle ferite da arma da fuoco maxillofacciali

Tartaro G., Rauso R., Corzo L., Diomajuta A., Itro A.

Department of Pathology, Head, Neck and Oral Surgery Service of Maxillo Facial Traumatology University of Naples Naples, Italy


PDF  ESTRATTI


Obiettivo. Le lesioni facciali da arma da fuoco possono causare importanti lesioni destruenti e l’avulsione di ossa e tessuti molli nella regione orale e maxillofaciale. Entrambe possono essere molto difficili da ricostruire e riportare alla normalità. L’obiettivo del presente studio è proporre il nostro approccio a queste lesioni.
Metodi. Un totale di 8 pazienti sono stati esaminati fra il 2000 e il 2003. I criteri di inclusione erano: lesioni maxillofaciali tutte derivate da un singolo sparo, assenza di un interessamento primario del cervello, assenza di altre lesioni corporee concomitanti.
Risultati. Sette degli 8 pazienti erano di sesso maschile. L’età dei pazienti era compresa fra 32 e 52 anni. Le principali ossa faciali coinvolte sono risultate la mascella e la mandibola. Gli Autori hanno esaminato il risultato di guarigione delle ferite, la funzione e gli outcome estetici a 3 anni di follow-up. Uno degli 8 pazienti è deceduto per sepsi generalizzata a 2 settimane dall’intervento. In 3 casi vi è stata deiscenza della ferita. Nessuno dei lembi di tessuto molle ha sviluppato complicanze o necrosi. Quattro pazienti sono stati nuovamente ricoverati per ulteriori ricostruzioni.
Conclusioni. Ogni ferita da arma da fuoco a livello faciale richiede un diverso approccio chirurgico. Secondo gli Autori, i risultati estetici e funzionali dovrebbero essere ottenuti con il primo livello di approccio chirurgico e, se questo non è possibile, il risultato estetico dovrebbe essere rimandato.

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