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ITALIAN JOURNAL OF MAXILLOFACIAL SURGERY

Rivista di Chirurgia Maxillo-Facciale


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Rivista Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale 2005 Gennaio-Dicembre;16(1-3):55-62

lingua: Inglese

Ricostruzione di creste alveolari atrofiche mediante innesti iliaci e griglie in titanio: valutazione della morbidità e del tasso di successo della tecnica

Ramieri G. A., Stigaard Kjeldsen A., Roccuzzo M.

From the Department of Maxillofacial Surgery University of Turin, Turin, Italy


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Obiettivo. L’obiettivo di questo studio monocentrico è la valutazione della morbidità e del grado di successo di innesti iliaci, stabilizzati mediante minigriglie in titanio, su creste alveolari di classe V e VI secondo Cawood e Howell.
Metodi. Sono stati selezionati 26 pazienti che necessitavano di ricostruzione chirurgica prima dell’inserzione di impianti; il totale dei siti trattati è stato di 58, 47 mascellari e 11 mandibolari. Innesti iliaci cortico-midollari sono stati fissati mediante minigriglie di titanio e viti da 1.5mm. Gli aspetti morfologici e strutturali delle creste alveolari sono stati esaminati prima della chirurgia e dopo 5-6 mesi, mediante ispezione, ortopantomografia e TC. Sono state anche rilevate le eventuali complicanze a livello del sito donatore e del sito ricevente, l’aspetto della cicatrice iliaca e la presenza di dolore postoperatorio.
Risultati. La guarigione è stata priva di complicanze a livello del sito donatore in 19 dei 26 pazienti, ed a livello del sito ricevente in 8. Riguardo alle reali complicanze, è stato osservato un solo caso di sinusite con perdita dell’innesto. Una sufficiente altezza ossea è stata ottenuta in 55/58 siti ed una adeguata dimensione trasversale in 57/58 siti. La qualità ossea è stata giudicata scarsa in 6 siti, buona in 50 ed ottima in 2. I rapporti scheletrici dell’arcata ricostruita sono apparsi corretti in 24 dei 26 pazienti.
Conclusioni. La ricostruzione delle creste atrofiche mediante innesti iliaci e griglie in titanio appare una tecnica predicibile, gravata da bassa morbidità. Sono tuttavia necessarie ulteriori indagini per valutare il grado di successo clinico riabilitativo nel lungo periodo.

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