Home > Riviste > Italian Journal of Maxillofacial Surgery > Fascicoli precedenti > Rivista Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale 2003 Agosto;14(2) > Rivista Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale 2003 Agosto;14(2):53-8

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

ITALIAN JOURNAL OF MAXILLOFACIAL SURGERY

Rivista di Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Maxillofacial Surgery


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Rivista Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale 2003 Agosto;14(2):53-8

lingua: Inglese

Incremento verticale in chirurgia ricostruttiva mandibolare con lembo di fibula: doppia barra e distrazione osteogenetica

Autelitano L. 1, Biglioli F. 1, Galioto S. 2, Liviero F. 1, Brusati R. 11Department of Maxillo-Facial Surgery
San Paolo Hospital
University of Milan, Milan, Italy
2San Matteo Hospital
University of Pavia, Pavia, Italy

1 Department of Maxillo-Facial Surgery San Paolo Hospital University of Milan, Milan, Italy
2 San Matteo Hospital University of Pavia, Pavia, Italy


PDF  


Obiettivo. Il lembo libero di fibula è considerato attualmente il gold standard per le ricostruzioni mandibolari. Tale lembo offre delle caratteristiche di lunghezza e di consistenza tali da permettere un’adeguata ricostruzione ossea. A fronte di ciò, il suo ridotto spessore non garantisce un’adeguata altezza della neomandibola, in particolare quando vi è la necessità di una successiva riabilitazione dentaria con impianti osteointegrati. Sono state messe a punto 2 metodiche per aumentare l’altezza ossea della neomandibola: la metodica della doppia barra e la tecnica della distrazione osteogenetica.
Metodi. Dall’aprile 1995 all’ottobre 2003, sono stati eseguiti presso la Divisione di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Ospedale San Paolo di Milano 63 lembi liberi di fibula, di cui 17 per il mascellare superiore e 46 per la mandibola.
Risultati. Nell’ambito delle ricostruzioni mandibolari, in 4 casi è stata applicata la tecnica della duplicazione della fibula (double barrel) con l’intento di ottimizzare l’altezza ossea della ricostruzione stessa. In 2 casi, non potendo applicare la tecnica della doppia barra, è stata eseguita una distrazione osteogenetica della neomandibola, al fine di ottimizzare l’altezza ossea dei diversi settori mandibolari.
Conclusioni. L’applicazione di tali tecniche permette di raggiungere adeguate altezze dell’osso della neomandibola, in modo da ottimizzare la futura protesizzazione dell’arcata dentaria.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail