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ITALIAN JOURNAL OF MAXILLOFACIAL SURGERY

Rivista di Chirurgia Maxillo-Facciale


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Rivista Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale 2003 April;14(1):23-9

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Un nuovo distrattore. Descrizione di 3 casi e valutazioni chirurgiche e occlusive

Cortese A., De Cristofaro M., Papa F., Savastano G.

Maxillofacial Surgery Division Department of Oral and Maxillofacial Surgery “Federico II” University of Naples, Naples


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Obiettivo. Questo studio presenta un nuovo tipo di distrattore palatale ed analizza i cambiamenti di posizione del mascellare ottenuti dopo un trattamento di distrazione mediante tale apparecchio su 3 pazienti adulti affetti da severa costrizione del palato.
Metodi. Il distrattore è composto da una vite di espansione in titanio (Dentaurum, Italia) montata insieme a 2 miniplacche dello stesso materiale. (Leibinger, Germania).
L’apparecchio viene applicato ai pazienti con 4 viti da 8 mm, e attivato di 0,20 mm per 4 volte al giorno per un numero di giorni necessario a ottenere un’espansione soddisfacente.
La vite di espansione viene bloccata per 4 mesi e successivamente rimossa. Sono state registrate le distanze intermolari, interpremolari e intercanine prima del trattamento, 1 settimana dopo l’attivazione del distrattore, e 4 mesi dopo, per valutare correttamente gli incrementi di ampiezza ottenuti. Al fine di valutare i cambiamenti dell’angolazione dei segmenti nel piano frontale, sono state anche misurate le variazioni angolari a livello intermolare e interpremolare.
Risultati. I risultati ottenuti dimostrano un aumento del perimetro dell’arco, correlabile con l’espansione a livello osseo, evidenziato dalla risoluzione del precedente affollamento dentale e dall’aumento della distanza interincisiva. Il minimo cambiamento dell’angolazione nel piano frontale degli elementi dentari, suggerisce che l’espansione è avvenuta mediante un movimento scheletrico piuttosto che dentale.
Conclusioni. I movimenti che si verificano a carico delle arcate dentarie rappresentano il principale fattore che determina recidive dopo un trattamento di espansione.
La distrazione palatale mediante l’apparecchio utilizzato dagli Autori produce un sufficiente grado di espansione agendo esclusivamente sulla componente scheletrica, in quanto la forza viene direttamente applicata sull’osso palatale.

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