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ITALIAN JOURNAL OF MAXILLOFACIAL SURGERY

Rivista di Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Maxillofacial Surgery


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ARTICOLI ORIGINALI  


Rivista Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale 2001 Aprile;12(1):9-16

lingua: Inglese

L’avanzamento max­il­lo-man­dib­o­lare ­nel trat­ta­men­to chi­rurgi­co del­la ­grave sin­drome ­delle ­apnee ostrut­tive ­nel son­no (OSAS): tec­niche e risul­ta­ti

Ronchi P., Colombo L., Panigatti S., Novelli G., Oldani A. *, Zucconi M. *

From ­the Maxillo-Facial Operative Unit Sant’Anna Hospital, Como
* Sleep Centre, San Raffaele Hospital, Milan


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Obiettivo. Gli Autori stu­di­a­no ­l’efficacia ­dell’intervento di avan­za­men­to max­il­lo-man­dib­o­lare ­nel trat­ta­men­to del­la Sindrome ­delle Apnee Ostruttive Notturne ­grave e con­clam­a­ta (­OSAS). Questa sin­drome è not­o­ri­a­mente carat­te­riz­za­ta da ­una sin­to­mat­o­lo­gia sog­get­ti­va (cefal­ea al ris­ve­glio, spic­ca­ta son­no­len­za diur­na, ­facile ­stancabilità) ed ogget­ti­va (iper­ten­sione, arit­mia, pro­ble­mi car­di­o­pol­mo­na­ri) par­tic­o­lar­mente impor­tante. Infatti, ­durante le cri­si ­apnoiche, si ris­con­tra ­una pro­gres­si­va dim­i­nu­zi­one del­la sat­u­raz­i­one arter­i­o­sa ­d’ossigeno ed un aumen­to del­la pres­sione arter­i­o­sa di CO2; tut­ti ques­ti fen­o­me­ni, a lun­go ­andare, si riper­cuo­to­no pesan­te­mente ­sull’attività car­di­a­ca. Nelle ­forme gra­vi di ­OSAS ­con ele­va­to ­numero di ­apnee ostrut­tive e spa­zio ­aereo pos­te­ri­ore ret­ro­lin­guale (­PAS) al di sot­to di 6-7 mm è indi­ca­to ­l’intervento di avan­za­men­to max­il­lo-man­dib­o­lare.
Metodi. Sono sta­ti stu­di­a­ti ­sette pazien­ti affet­ti da ­OSAS ­grave e con­clam­a­ta; ­sono sta­ti inda­ga­ti ­con ­esame pol­i­so­no­graf­i­co, stu­dio cefal­o­met­ri­co e val­u­taz­i­one clin­i­ca pri­ma ­dell’intervento, a 5-7 gior­ni ­dall’intervento e a dis­tan­za (fol­low-up ­medio a 13 ­mesi, min­i­mo 4 ­mesi, mas­si­mo 27 ­mesi). In tut­ti i pazien­ti è sta­to ese­gui­to un avan­za­men­to max­il­lo-man­dib­o­lare, ­con clas­si­ca oste­o­to­mia ­tipo Le Fort I ­del mas­cel­lare super­iore e oste­o­to­mia sag­it­tale bilat­e­rale del­la man­di­bo­la sec­on­do Obwegeser Dal Pont. In 4 pazien­ti si è ­reso neces­sa­rio un trat­ta­men­to orto­don­ti­co pre­op­er­at­o­rio; in 3 pazien­ti ­sono ­state con­fe­zion­ate ­delle pro­te­si par­zi­a­li
Risultati. In tut­ti i pazien­ti si è avu­to un aumen­to note­vole ­del ­PAS (­più ­che rad­dop­pi­a­to in 5 ­casi) ed ­una com­ple­ta remis­sione del­la sin­to­mat­o­lo­gia sog­get­ti­va diur­na; ­tale remis­sione è sta­ta in tut­ti i ­casi repen­ti­na e dram­mat­i­ca. Il ­numero ­delle ­apnee è dras­tic­a­mente dim­i­nui­to in tut­ti i pazien­ti (la ­media ­dell’indice ­delle desat­u­raz­i­o­ni [­ODI] pri­ma e ­dopo ­l’intervento è di 52,5 e 10,1 ris­pet­tiv­a­mente). Questi risul­ta­ti si ­sono riv­e­la­ti stab­i­li ­nel tem­po, sen­za diffe­renze ­tra ­l’immediato post­op­er­at­o­rio e il con­trol­lo a dis­tan­za.
Conclusioni. Il trat­ta­men­to chi­rur­gi­co ­delle ­forme gra­vi di ­OSAS ha ­come obiet­ti­vo quel­lo di risol­vere ­una sin­to­mat­o­lo­gia sog­get­ti­va e ogget­ti­va piut­tos­to impor­tante e di libe­rare il ­paziente ­dall’utilizzazione del­la N-­CPAP (­nasal con­tin­u­ous pos­i­tive air­way pres­sure), a ­cui ­sono sem­pre neces­sa­ri­a­mente sot­to­pos­ti. Dall’analisi del­la let­ter­a­tu­ra si ­evince ­come, ­fra tut­ti i trat­ta­men­ti chi­rur­gi­ci pro­posti, ­l’avanzamento max­il­lo-man­dib­o­lare si rive­la il ­più effi­cace ­nel risol­vere il quad­ro clin­i­co e stru­men­tale, ­con per­cen­tu­a­li di succes­so ­assai ele­vate, ­anche a lun­go ter­mine. L’avanzamento max­il­lo-man­dib­o­lare si ­impone ­come trat­ta­men­to di scel­ta in un cer­to ­numero di pazien­ti affet­ti da ­OSAS ­grave e con­clam­a­ta ­con carat­te­ris­tiche cef­a­lom­e­triche e mor­fol­o­giche ­ben pre­cise. L’intervento è ­solo appa­ren­te­mente indag­i­no­so in relaz­i­one ­alla pat­o­lo­gia di ­base: in ­realtà ­una buo­na espe­rien­za chi­rur­gi­ca ed anes­te­sio­log­i­ca ­nell’ambito del­la chi­rur­gia dis­mor­fi­ca per­mette di ges­tire ques­ti pazien­ti sen­za par­tic­o­la­ri pro­ble­mi ­durante ­l’intervento chi­rur­gi­co e ­nel dec­or­so post­op­er­at­o­rio.

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