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ACTA VULNOLOGICA

Rivista di Fisiopatologia e Terapia delle Lesioni Ulcerative Cutanee


Official Journal of the Italian Association for Cutaneous Ulcers
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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Acta Vulnologica 2015 June;13(2):91-113

lingua: Italiano, Inglese

Ossigenoterapia iperbarica nel piede diabetico: storia, modalità di azione, indicazioni, controindicazioni

Iacopi E., Coppelli A., Goretti C., Piaggesi A.

Section of Diabetic Foot, Medical Area Department, Pisa University Hospital, Pisa, Italy


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Si definisce ossigenoterapia iperbarica (OTI) la somministrazione di ossigeno puro al 100% all’interno di ambienti nei quali sia stata creata una pressione superiore di almeno un’atmosfera alla pressione esistente a livello del mare. Nel corpo umano, l’ossigeno è essenziale per la produzione di ATP ed il mantenimento della vita. In condizioni di ipoperfusione può essere osservata una riduzione della quantità di ossigeno trasportata alle cellule metabolicamente attive. Questo è ancora più importante nei pazienti diabetici, nei quali frequentemente è presente una riduzione del flusso ematico. La diretta conseguenza è la creazione di aree tissutali cronicamente ipossiche, all’interno delle quali le lesioni ulcerative possono essere bloccate in una fase infiammatoria e diventare quindi croniche. L’OTI, incrementando la pressione parziale dell’ossigeno a livello di tutti i vasi arteriosi, incrementa la capacità di rilasciare ossigeno ai tessuti, migliorando la disponibilità di ossigeno per le necessità metaboliche. Tale trattamento è quindi in grado di esercitare uno stimolo per ripristinare una più fisiologica evoluzione verso la fase di riepitelizzazione. Sulla base dell’evidenza scientifica, le società di medicina iperbarica riconoscono circa venti differenti indicazione per l’uso dell’OTI. In particolare, nel piede diabetico, l’OTI può svolgere un ruolo di primo piano in quattro differenti condizioni cliniche: la lesione ulcerativa, l’osteomielite refrattaria alla terapia convenzionale, la gangrena gassosa e l’applicazione di innesti dermo-epidermici. L’efficacia dell’OTI nel trattamento del piede diabetico rimane comunque controversa: le raccomandazioni che possiamo trovare nella letteratura sono basate su studi con pochi pazienti, con scarsa potenza statistica, e nei quali la composizione dei gruppi di pazienti è spesso molto eterogenea. Per tale motivo, ancora oggi, considerando la scarsa qualità degli studi disponibili e gli alti costi dell’OTI, non ci sono evidenze sufficienti per sostenere l’uso quotidiano di questo trattamento in aggiunta alla terapia standard nei pazienti con piede diabetico.

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