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ACTA VULNOLOGICA

Rivista di Fisiopatologia e Terapia delle Lesioni Ulcerative Cutanee


Official Journal of the Italian Association for Cutaneous Ulcers
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Acta Vulnologica 2014 December;12(4):165-75

Copyright © 2015 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Infezioni e ulcere da decubito

Brenta F. 1, Vischio M. 2, Scalise A. 3, Jaber O. 1, Scevola D. 4, Nicoletti G. 2, 5

1 School of Specialization in Plastic Reconstructive Esthetic Surgery, Department of Clinical Surgical Sciences, University of Pavia, Pavia, Italia; 2 Unit of Plastic Reconstructive Surgery, Department of Clinical Surgical Sciences, University of Pavia, Pavia, Italia; 3 Clinic of Plastic Reconstructive Surgery, Università Politecnica delle Marche, Ancona, Italy; 4 Unit of Infective Diseases, Department of Internal Medicine and Medical Therapy, University of Pavia, Pavia, Italy; 5 Unit of Plastic Surgery, IRCCS Salvatore Maugeri, Pavia, Italy


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OBIETTIVO: Obiettivo del presente lavoro è stata l’identificazione della tipologia della popolazione batterica presente nelle lesioni da pressione giunte ad osservazione dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica della Università degli Studi di Pavia, Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia tra il 2011 ed il 2013, tracciandone le eventuali correlazioni con il quadro clinico.
METODI: Analisi delle colture batteriologiche provenienti da 56 pazienti portatori di 69 lesioni da pressione provenienti da 126 tamponi di ferita, 14 prelievi bioptici di ferita e 23 emoculture.
RISULTATI: Le specie batteriche isolate appartenevano prevalentemente a famiglie di origine intestinale o di frequente riscontro in ambiente ospedaliero. Il rapporto tra Gram-negativi e Gram-positivi ha dimostrato una progressiva tendenza a variare a favore dei Gram-positivi passando dai tamponi superficiali, ai tamponi su biopsia di tessuto alle emoculture. Soltanto il 15% delle emoculture positive ha trovato corrispondenza con le colture di ferita, pur dimostrando la presenza dei medesimi batteri prevalenti (Staphylococcus haemoliticus, MRSA e Proteus mirabilis). Nessun decesso è stato direttamente imputabile all’ infezione benché essa abbia costituito circostanza aggravante il decorso clinico locale. L’impiego di sole 7 famiglie di antibiotici tradizionali ha consentito in tutti i casi il controllo dell’infezione, che non ha mai costituito una controindicazione al trattamento chirurgico di necrectomia e ricostruzione con trapianto tissutale ove indicato.
CONCLUSIONI: Nei pazienti portatori di lesioni da pressione la gravità dell’infezione dell’ulcera non è da considerare la causa dello scadimento delle condizioni generali bensì un indicatore delle medesime e non rappresenta di per sé una controindicazione assoluta alla chirurgia ricostruttiva.

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