Home > Riviste > Acta Vulnologica > Fascicoli precedenti > Acta Vulnologica 2013 March;11(1) > Acta Vulnologica 2013 March;11(1):23-33

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

ACTA VULNOLOGICA

Rivista di Fisiopatologia e Terapia delle Lesioni Ulcerative Cutanee


Official Journal of the Italian Association for Cutaneous Ulcers
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Acta Vulnologica 2013 March;11(1):23-33

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Ferite croniche sottoposte a trattamento con terapia fotodinamica: analisi della risposta cellulare. Risultati preliminari

Corsi A. 1, Lecci P. P. 2, Bacci S. 2, Cappugi P. 3

1 Ospedale di Santa Maria Nuova, Florence, Italy; 2 Department of Experimental and Clinic Medicine, University of Florence Florence, Italy; 3 Department of Surgery, University of Florence, Florence, Italy


PDF  


Obiettivo. Una ferita si dice cronica quando non guarisce entro sei/otto settimane. I processi fisiologici che si instaurano nella guarigione di una ferita acuta sono alterati il più delle volte per sovrainfezioni o per la persistenza di fenomeni infiammatori, che conducono alla formazione di abbondante tessuto di granulazione e, spesso, di fibrosi, con contrazione della ferita e perdita o riduzione della funzione. Una delle terapie proposte è la terapia fotodinamica che si basa sul trattamento di acido aminolevulinico, un precursore naturale della protoporfirina IX e potente agente foto sensibilizzante. La zona lesa viene poi illuminata da una radiazione luminosa di lunghezza d’onda corrispondente al picco di assorbimento dell’agente foto sensibilizzante, che viene eccitato innescando reazioni dannose per le cellule bersaglio.
Metodi. Per analizzare l’effetto di tale trattamento sull’infiltrato cellulare di una ferita cronica prima e dopo il trattamento sezioni al criostato sono state dapprima post fissate in acetone freddo e successivamente colorate con ematossilina eosina o con tecniche di immunoistochimica indiretta che prevedevano l’uso di anticorpi contro la laminina di tipo 5 (per la membrana basale), o per l’HSP 47 (per i fibroblasti), o per l’SPM 250 (per i granulociti). Cute intatta vicino alla ferita è stata utilizzata come controllo.
Risultati. L’infiltrato cellulare, lo spessore dell’epidermide, la vascolarizzazione, e il numero dei fibroblasti, appare aumentato nelle ferite croniche. Dopo il trattamento con PDT, i fibroblasti continuano ad incrementare di numero.
Conclusioni. Il trattamento sembra stimolare cellule del tessuto connettivo responsabili per la riparazione del tessuto piuttosto quelle appartenenti all’infiltrato infiammatorio.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail