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ACTA VULNOLOGICA

Rivista di Fisiopatologia e Terapia delle Lesioni Ulcerative Cutanee


Official Journal of the Italian Association for Cutaneous Ulcers
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ARTICOLI ORIGINALI  


Acta Vulnologica 2008 June;6(2):53-6

lingua: Italiano

La comorbilità nei pazienti ultrasessantacinquenni affetti da ulcere degli arti inferiori

Gonella M., Martinelli E., Ricci E.

UOA Ferite Difficili Casa di Cura San Luca Pecetto Torinese, Torino, Italia


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Obiettivo. Nei pazienti affetti da ulcere croniche degli arti inferiori è molto frequente la coesistenza di più patologie croniche (in fase di quiescenza o riacutizzazione) che può rendere ragione dell’eziologia, del riacutizzarsi e del perpetuarsi delle ulcere, spesso epifenomeno di una o più malattie sistemiche di base. Inoltre, la presenza di comorbilità è in crescente aumento con l’avanzare dell’età. Scopo di questo studio è valutare la presenza di comorbilità in pazienti over 65 affetti da ulcere croniche degli arti inferiori.
Metodi. Studio osservazionale che ha preso in considerazione 100 pazienti ultrasessantacinquenni (età media 78,6 anni, 70 donne e 30 uomini) ricoverati dal dicembre 2006 al maggio 2007 presso la UOA Ferite Difficili, Casa di Cura san Luca Pecetto Torinese (TO) per ulcere degli arti inferiori.
Risultati. La patologia maggiormente rappresentata è stata l’ipertensione arteriosa sistemica (74%), seguita dal diabete mellito tipo II (35%), dall’insufficienza venosa cronica (35%), dall’insufficienza renale cronica (34%) e dall’arteriopatia obliterante periferica (33%). Altro dato importante rilevato è stato il numero di patologie coesistenti nello stesso malato, che ha evidenziato una media di 5,5 malattie per paziente.
Conclusioni. La comorbilità, oltre ad essere un elemento eziologico di primaria importanza dal punto di vista diagnostico, può spesso giustificare la riacutizzazione e la progressione delle ulcere degli arti inferiori, specie nel paziente anziano. Rappresenta altresì un dato essenziale per la stratificazione prognostica della progressione delle lesioni, rivestendo un ruolo fondamentale non solo nell’approccio terapeutico sistemico dell’ulcera, ma anche in quello locale.

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