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ACTA VULNOLOGICA

Rivista di Fisiopatologia e Terapia delle Lesioni Ulcerative Cutanee


Official Journal of the Italian Association for Cutaneous Ulcers
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Acta Vulnologica 2008 Marzo;6(1):3-17

lingua: Italiano

Effetto dell’acido α-lipoico nel trattamento delle ulcere croniche sottoposte a terapia iperbarica: modulazione dei geni coinvolti nell’angiogenesi e nel rimodellamento tessutale

Alleva R. 1, Tomasetti M. 2, Sartini D. 3, Emanuelli M. 3, Borghi B. 1, Di Donato F. 4, Nasole E. 4

1 Dipartimento di Anestesia IRCCS Istituti Ortopedici Rizzoli, Bologna
2 Dipartimento di Patologia Molecolare e Terapie Innovative Università Politecnica delle Marche, Ancona
3 Istituto di Biotecnologie Biochimiche Università Politecnica delle Marche, Ancona
4 Centro Medicina Iperbarica, Bologna


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Obiettivo. L’ulcera cutanea cronica è caratterizzata da una persistente infiammazione, la quale determina un’alta concentrazione di proteasi. Queste ultime degradano diversi fattori di crescita e proteine della matrice extracellulare che sono essenziali per il normale processo di guarigione. L’ossigenoterapia iperbarica (OTI) rappresenta tutt’oggi un’efficiente approccio nel trattamento delle “ferite difficili”. In questo studio è stato valutato l’effetto dell’acido α-lipoico (AL) in pazienti affetti da ulcere croniche difficili sottoposti a OTI.
Metodi. Mediante tecnica microarray, è stata valutata l’espressione dei geni coinvolti nell’angiogenesi e nel rimodellamento della matrice extracellulare. Venti pazienti sottoposti a OTI sono stati casualmente inclusi in due gruppi, gruppo-AL e gruppo placebo. L’espressione genica è stata valutata in biopsie effettuate alla prima (T0), quinta (T1) e decima seduta del trattamento iperbarico (T2). Il profilo di espressione genica è stato confermato con metodo enzyme-linked immunosorbent assay sia a livello bioptico che plasmatico.
Risultati: La supplementazione con AL in combinazione con il trattamento iperbarico inibisce lo stato infiammatorio cronico modificando i livelli proteasi/antiproteasi nel microambiente della ferita. Dall’analisi clinica si evidenzia una riduzione dell’area della ferita del 6±10% e del 17±43% rispettivamente dopo 14 e 42 giorni di trattamento iperbarico; l’associata somministrazione di AL determina una significativa maggiore riduzione della ferita rispetto al solo trattamento iperbarico (8±16% e 31±42%, P=0,02; rispettivamente dopo 14 e 45 giorni di trattamento).
Conclusioni. L’AL contribuisce alla distruzione del “loop autocrino positivo”, che mantiene lo stato cronico della ferita, determinando la progressione del processo di guarigione.

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