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ULTIMO FASCICOLOACTA VULNOLOGICA

Rivista di Fisiopatologia e Terapia delle Lesioni Ulcerative Cutanee


Official Journal of the Italian Association for Cutaneous Ulcers
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

Acta Vulnologica 2007 Settembre;5(3):113-9

 REVIEW

Surgical debridement of deep pressure sores

Sguazzini C. 1, Crespi A. 1, Martinoli M. 1, Ferrari A. 1, Lombardi A. 2, Apollonio E. 2, Carpanese S. 2, Ferrari A. 2

1 Dipartimento di Chirurgia Generale ASL 13, Novara
2 Servizio Cure Domiciliari ASL 13 Novara

Nel trattamento delle ulcere croniche della pelle, un’adeguata preparazione del letto della ferita assume un aspetto rilevante. Intervenendo celermente ed adeguatamente, rimuovendo i tessuti necrotici, monitorando l’essudato e gestendo la carica batterica, possiamo accelerare il processo di guarigione. La gestione del tessuto devitalizzato, ricettacolo di infezione, rappresenta il primo step nel trattamento delle lesioni cutanee croniche (LCC). Esistono 4 diversi metodi di detersione: autolitico – enzimatico – biologico – chirurgico, scelta da effettuarsi in base al quadro clinico del paziente. In particolare il debridement chirurgico può essere parziale o totale. Solitamente la detersione chirurgica non comporta particolari difficoltà di esecuzione, ma in presenza di lesioni estese o coinvolgenti strutture profonde, deve essere eseguita in ambiente protetto. Negli ultimi anni, in alternativa alla tecnica chirurgica tradizionale, il debridement si ottiene anche mediante l’utilizzo di bisturi ad acqua e a radiofrequenza. Di seguito riportiamo la nostra esperienza in relazione alla chirurgia tradizionale, sia con le nuove metodiche.

lingua: Italiano


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