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ACTA VULNOLOGICA

Rivista di Fisiopatologia e Terapia delle Lesioni Ulcerative Cutanee


Official Journal of the Italian Association for Cutaneous Ulcers
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Acta Vulnologica 2007 June;5(2):45-9

lingua: Italiano

La terapia normotermica nella gestione delle lesioni da decubito: risultati preliminari del primo studio multicentrico, randomizzato italiano

Romanelli M. 1, Brilli C. 2, Panizzi R. 3, Ricci E. 4, Scalise A. 5, Bovone U. 6, Richetta A. 7, Fabbri C. 8, Hanna D. 9

1 Ospedale Santa Chiara, Pisa
2 Centro Sais, Livorno
3 Ospedale Cisanello, Pisa
4 Ospedale San Luca, Torino
5 Clinica di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva Università Politecnica delle Marche, Ancona
6 Istituto Don Orione, Genova
7 Policlinico Umberto I, Roma
8 Ospedale Careggi, Firenze
9 Ospedale Sant Maria Nuova, Firenze


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Il trattamento delle ulcere croniche e da pressione rappresenta una sfida che storicamente è stata combattuta mediante l’utilizzo di svariate procedure comprendenti tecniche ancillari e chirurgiche. Tra le prime ricordiamo le soluzioni disinfettanti, le creme antibiotiche, prodotti fitoterapici mentre la chirurgia si è basata prevalentemente sull’uso di innesti cutanei e lembi. Verso la metà degli anni ’90, lo sviluppo tecnologico e le nuove scoperte scientifiche hanno cambiato il modo di gestire questo tipo di lesioni. George Winter nel 1962 pose le basi del concetto di guarigione in ambiente umido (moist wound healing). Si sono sviluppate una serie di medicazioni avanzate che hanno permesso un miglior approccio a queste lesioni accorciando notevolmente i tempi di guarigione. Un enorme passo avanti è stato fatto con l’introduzione dell’ingegneria tissutale e della VAC terapia, che ha permesso di diminuire drasticamente il numero di interventi chirurgici, soprattutto nei pazienti dove le precarie condizioni generali controindicavano una procedura operatoria. Tutte queste tecniche rappresentano la necessità di ovviare a due principali problemi in questo tipo di patologia: la mancanza di tessuto e la lenta o nulla guarigione. Entrambe queste problematiche possono essere considerate l’espressione di quella che è la causa principale del ritardo di guarigione delle ferite difficili: la contaminazione e l’infezione batterica. Negli ultimi anni è stata vista affacciarsi sul mercato un nuovo tipo di presidio che utilizza il calore ed il concetto di ambiente umido per favorire la riparazione tissutale e contrastare la crescita batterica. I risultati di uno studio italiano multicentrico ha dato risultati sorprendenti, sottolineando come la terapia normotermica sia un’arma efficace e scevra da controindicazioni contro le ulcere croniche e da pressione.

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