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ACTA VULNOLOGICA

Rivista di Fisiopatologia e Terapia delle Lesioni Ulcerative Cutanee


Official Journal of the Italian Association for Cutaneous Ulcers
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Acta Vulnologica 2006 Marzo;4(1):27-47

lingua: Italiano

La coltura di epidermide umana nel trattamento delle lesioni cutanee

Marazzi M. 1, Chiaratti A. 1, Falcone L. 1, Scalise A. 2, Crovato F. 1, Calò D. 1, Ordanini M. N. 1, Stefani A. 1, Pierangeli M. 2, Astolfi M. 2, Rapisarda V. 3, Bertani A. 2

1 Centro di Riferimento Regionale per la Coltura di Epidermide Umana in Vitro e Centro per la Crioconservazione dei tessuti S.S. Terapia Tissutale
2 Clinica di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva Università Politecnica delle Marche, Ancona
3 S.C. Chirurgia Plastica e Centro Grandi Ustionati Azienda Ospedaliera Ospedale Niguarda Ca’ Granda, Milano


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L’ingegneria dei tessuti è un ambito di ricerca interdisciplinare che offre prospettive terapeutiche innovative volte a superare i limiti del trapianto e della protesizzazione e consente la creazione di sostituti biologici funzionali e compatibili in grado di ripristinare una struttura danneggiata o mancante.
L’ingegneria tissutale offre la possibilità di riparare estese soluzioni di continuo a livello cutaneo poichè la perdita dell’integrità dell’organo deputato alla protezione dagli insulti esterni espone l’organismo al rischio di perdita dell’omeostasi, nonché all’aggressione da parte di microrganismi.
Nel corso degli anni, diversi tentativi sono stati fatti per coltivare le cellule basali dell’epidermide umana ma nonostante questi ultimi e l’evoluzione delle tecniche di coltura stesse, il metodo descritto da Rheinwald e Green resta tuttora il più affidabile e utilizzato per ottenere dalla coltura grandi quantità di lamine di cellule epidermiche pluristratificate da utilizzare sia come autoinnesto che come allo innesto.
In questo studio vengono presentate e valutate le diverse metodiche di coltura dei cheratinociti, con una dettagliata descrizione delle diverse tipologie di scaffold offerti per la preparazione di questi sostituti cutanei. In particolare è stata illustrata una metodica basata sull’utilizzo della tecnica di Rheinwald e Green per la modalità di coltura dei cheratinociti, e sull’utilizzo di un polisaccaride semisintetico costituito da un estere benzilico dell’acido ialuronico denominato HYAFF, ottenuto dopo un processo di esterificazione al 100% come supporto per la crescita delle cellule epiteliali in coltura.
Vengono infine presentati i risultati clinici dell’applicazione di questi sostituti ottenuti dall’ambulatorio Ferite Difficili dell’ A.O.Niguarda Ca’ Granda di Milano, in collaborazione con il Centro Ferite Difficili della A.O. Ospedali Riuniti di Ancona, dai quali appare evidente come le cellule basali epidermiche coltivate in vitro ricoprano un ruolo sempre maggiore e fondamentale nella terapia del paziente con lesioni cutanee.

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