Home > Riviste > Acta Phlebologica > Fascicoli precedenti > Acta Phlebologica 2014 Dicembre;15(3) > Acta Phlebologica 2014 Dicembre;15(3):137-41

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

ACTA PHLEBOLOGICA

Rivista sulle Malattie delle Vene e dei Linfatici


Official Journal of the Italian College of Phlebology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Acta Phlebologica 2014 Dicembre;15(3):137-41

lingua: Inglese

La sindrome di Lazzaro

Botta G.

Phlebological Unit of Siena Hospital, Department of General Surgery, University of Siena, Siena, Italy


PDF  


OBIETTIVO: Negli ultimi 10 anni le procedure endovascolari hanno preso il sopravvento nei paesi ricchi sullo stripping safenico. La letteratura recente è piena di lavori scientifici che magnificano i risultati delle procedure endovascolari e le linee guida di molti Paesi attribuiscono loro il ruolo di nuovo golden standard nel trattamento della malattia varicosa. Ma sicuramente nel mondo ci sono ancora dei chirurghi che eseguono la tecnica dello stripping safenico nei pazienti, nei quali viene posta l’indicazione dopo lo studio preoperatorio con gli ultrasuoni, per cui lo stripping non è morto e non può quindi essere portato a sepoltura.
METODI: Nella nostra esperienza la chirurgia ablativa tradizionale nel trattamento dei pazienti con varici degli arti inferiori (CEAP 2-6) è sempre al primo posto e continua ad essere eseguita in una percentuale che si avvicina al 70% rispetto al totale degli interventi flebologici effettuati annualmente. Negli ultimi 3 anni su di un totale di 858 pazienti (554 F e 304 M) di età compresa tra i 22 e gli 84 anni, 590 di essi pari al 68,7% sono stati sottoposti a safenectomia per stripping, spesso associato a flebectomie multiple della coscia e/o della gamba.
RISULTATI: Tutti i trattamenti sono stati completati e nessuna procedura è stata abbandonata per motivi tecnici. Non si è avuta nessuna mortalità o complicanza infettiva. Lamentiamo un caso di ematoma alla coscia in una paziente operata di safenectomia per stripping in trattamento anticoagulante, perchè cardiopatica. Nessuna complicanza trombotica immediata o a distanza nel follow up a 3 mesi è stata documentata.
CONCLUSIONI: La nostra esperienza attuale ci fa concludere che la chirurgia rappresenta ancora per efficacia a lungo termine la strategia terapeutica di riferimento, ma è innegabile che le procedure endovascolari per la loro mini-invasività, le poche complicanze, la ridotta necessità di anestesia generale, il più rapido ritorno al lavoro e tassi di recidiva più o meno simili a lungo termine, sono destinate a diventare in un prossimo futuro il gold standard del trattamento della malattia varicosa. Considerando però l’eterogeneità della patologia, per cui non può essere eseguito un solo tipo di intervento valido per tutti i pazienti varicosi, probabilmente lo stripping safenico avrà sempre un ruolo, anche se esso sarà comunque ridotto nel tempo.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail